[06/07/2012] News

Il prete della "strada della morte" fuori dal Perý

Il recente congresso del Federacion de comunidade nativas de la provincia de Purús (Feconapu), tenutosi nella Comunidad de Nueva Esperanza, ha respinto nuovamente la costruzione di una strada che costituisce «una seria minaccia alla vita dei popoli indigeni originari della provincia, ala  Reserva Territorial "Maschco Piro", al popolo autonomo in isolamento volontario, così come alla Reserva Comunal, Parque Nacional Alto Purús».

Il Congresso ha sollecitato anche «l'espulsione da Purús del parroco cattolico Miguel Piovesan che da quando è arrivato a Purús, nel 2000, invece di assumere un lavoro pastorale alla ricerca del bene comune, sta sviluppando una politica razzista, discriminatoria e in una forma sistematica di aggressione ai popoli indigeni, attraverso i suoi mezzi di comunicazione, come la rivista "Palabra Viva" e l'emissione radio Esperanza; definendoli animali come precari e vermi, che non sanno pensare; pretendendo di imporre la una decisione costruzione di una strada propria di un modello di sviluppo alieno  alla identità culturale dei popoli indigeni». Secondo la Feconapu, don Piovesan vuole imporre le sue decisioni, «lungi dal contribuire a realizzare ponti di intercultura come cammino di pace e giustizia sociale tra i purusinos».

Dalla sua stazione radio, Piovesan attacca abitualmente ogni forma di opposizione, alla strada accusando gli Indios di aver subito il "lavaggio del cervello" da parte di "organizzazioni straniere" compresa Survival International che  ha accusato di "finanziare le Ong" locali indigene. In realtà Survival ice di non finanziare nessuna organizzazione del Perù ed ha scritto a Padre Piovesan chiedendogli di ritirare questa e altre accuse, ma lui non lo ha fatto. L'ong che difende i popoli tribali spiega che «Padre Miguel Piovesan, parroco della piccola cittadina di Puerto Esperanza nel remoto Perù sud-orientale, ha reclutato una schiera di potenti alleati per sostenere il suo progetto di collegare la cittadina alla rete stradale del Perù. Fra questi ci sono influenti uomini del Congresso. Ma i popoli indigeni della regione si oppongono con fermezza. Temono che la strada potrebbe aprire l'area al taglio illegale del legno e ai cercatori d'oro, che già avanzano nella regione. La strada passerebbe anche attraverso tre aree protette istituite per tutelare le numerose tribù incontattate della provincia».

Anche Daysi Zapata Fasabi la vicepresidente di una grande associazione indigena, l'Aidesen, ha denunciato che «il parroco di Purús, Miguel Piovesán, è arrivato fino a Lima per iniziare una campagna di menzogne e diffamazioni, inoltre il prelato sta assicurando che le comunità indigene del Purús sono a favore della costruzione della strada che unirebbe questa città con Iñapari, quando è tutto il contrario: la popolazione purisina ed i popoli indigeni sono contrari alla costruzione di questa via di comunicazione». La leader indigena si è rivolta direttamente alla  Conferenza episcopale peruviana «perché esorti il sacerdote Piovesán a non continuare questa situazione, perché se continua a mentire può generare un clima instabile nella zona, situazione che, per questo atteggiamento irresponsabile, potrebbe dare il via a scontri preoccupanti se il Congreso si farà sedurre dalla lobby del taglio illegale per costruire la strada Purús - Iñapari».

La Fasabi sottolinea di non  comprendere questa situazione «dato che anche autorità di governo come il Sernanp ed Eco Purús considerano che la costruzione di questa strada porterà più aspetti negativi che positivi, inoltre viola il diritto dei popoli indigeni in isolamento volontario, previsto dalla Ley 28736, che abitano all'interno del Parque Nacional Alto Purús e nella Reserva Territorial a favore dei fratelli utonomi de Madre de Dios». La  dirigente india ha spiegato che la provincia di Purús è un territorio ancestrale dei popoli indigeni Culina, Sharanahua, Mastanahua, Yine, Asháninka, Shipibo, Cashinahua e Amahuaca e che quest'ultima etnia«e' in uno stato di vulnerabilità e ralizzare un asse viario in questa zona altamente fragile  per la sua biodiversità metterebbe a rischio l'habitat dei nostri fratelli indigeni in isolamento volontario. Prima di tutto, è evidente che l'insistenza da parte di persone aliene alla realtà purisina di costruire questa strada è perche si vuole favorire  le mafie dei tagliatori illegali che depredano i nostri boschi, che fanno il loro gioco con la pretesa scusa che il Purús è già stato tagliato, anche il Congreso sta partecipando a questo gioco,  essendo complice di questa situazione, bisognerà quindi contattare i nostri fratelli autonomi, come successe con il popolo Harakmbut negli anni ‘50, con il popolo Nahua negli anni ‘80 ef il popolo Machiguenga del Camisea. E' giusto ricordare che attraverso il D.S. 040-2004-AG si è istituito il Parque Nacional Alto Purús basato su due aspetti fondamentali a) oer la conservazione della diversità biologica nazionale e b) la presenza dei popoli indigeni in isolamento volontario dei popoli Mashco Piro e Curanjeños e che la Reserva Territorial Madre de Dios fu creata dal R.M. 0427-2002-AG con l'obiettivo di salvaguardare i diritti dei popoli nativi in isolamento volontario e proteggerli dalle persone legate al taglio illegale, al taglio legale e dai coloni che utilizzano diverse forme di intimidazione contro di loro»

Il Congesso Feconapu ha ratificato il no deciso al progetto di legge Ley 1035, promosso dal deputato peruviano Carlos Tubino, «In quanto detto progetto viola i diritti fondamentali dei popoli indigeni, riconosciuti dalla Connferenza 169 dell'Oit, dalla Dichiarazione universale dei diritti dei popoli indigeni del mondo dell'Onu, così come dalla Costituzione Politica del Perù, dallla Ley de Protección de los Pueblos en Aislamiento Voluntario, Ley PIAV  N°  28736,  Ley de Áreas Naturales Protegidas,  Ley 27308, Ley Forestal y de Fauna Silvestre e dal suo regolamento (DS 14 2001 AG); attenta direttamente contro  il Codice penale che sanziona il saccheggio della flora e della fauna silvestre protetta (art 308).Così come anche,la Ley de Consulta Previa, Ley n. 29785, la stessa che stabilisce che ogni progetto legislativo o amministrativo che potrebbe interferire con la viota dei popoli indigeni, deve essere sottoposto a consultazione».  L'associazione dei popoli tribali e comunitari chiede anche «l'attualizzazione del Plan de Acción de la Provincia de Purús e la normalizzazione dell'alfabeto Sharanahua e Huni Kuin; Appoggio legale alle comunità che hanno in corso processi con Sunat e Osinfor a causa del saccheggio illegale di legname da  parte dei padroni dell'industria del legno, che ne hanno beneficiato economicamente, mentre i fratelli comuneros, non solo restano poveri, ma hanno seri problemi legali ed amministrative, mettendo a serio rischio la proprietà delle loro terre comunali». Le organizzazioni indigene e comunitarie del Purús chiedono anche la ratifica del «Mandato del Régimen Especial de Reservas Comunales di designare un professionista indigeno come capo della Reserva Comunal».

Stephen Corry, direttore Generale di Survival, conclude:  «Quando vengono aperte strade attraverso l'Amazzonia, seguono inevitabilmente deforestazione e colonizzazione. Cosa porterà tutto ciò agli abitanti indigeni? Inevitabilmente malattie e miseria; spesso anche morte. Poiché sono quelli che soffriranno di più a causa dello sventurato progetto di Piovesan, i popoli indigeni del Perù non vogliono che la strada sia approvata. È tempo che siano ascoltati».

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