[22/05/2012] News

La Saola ancora un mistero a 20 anni dalla sua scoperta

A 20 anni dalla sua sensazionale "scoperta" la rarissima Saola (Pseudoryx nghetinhensis) resta un   ungulato misterioso e sfuggente come sempre. Il Saola working group (Swg) di Species survival commission dell'Iucn, Wwf e Wildlife conservation society (Wcs) avverte che questa specie sta inesorabilmente  scivolando verso l'estinzione a causa della pressione della caccia intensiva e della scarsa gestione delle arre protette.

La Saola, un parente dei bovini che somiglia ad un'antilope, è stata scoperta nel 1992 da un team di ricercatori del ministero delle Foreste del Vietnam e del Wwf nelle foreste di Vu Quang, vicino al confine con il Laos. I ricercatori trovarono nella casa di un cacciatore un teschio con delle corna insolitamente lunghe e dritte e capirono subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario. Infatti il teschio si rivelò appartenere al primo "nuovo" mammifero di grandi dimensioni trovato dalla scienza da più di 50 anni ed una delle più spettacolari scoperte zoologiche del XX secolo.

Ma l'elusività della Saola ha sempre impedito di fare una stima precisa della popolazione: «Se le cose vanno bene - dice  William Robichaud, coordinatore dell'Swg - ci potrebbero essere un paio di centinaia Saola là fuori. Se le cose vanno male, la popolazione potrebbe ora essere al di sotto di poche decine». Quel che è certo è che dopo 20 anni si sa ancora molto poco dell'ecologia e del comportamento della Saola. 

Nel 2010 nella provincia di Bolikhamxay, nel Laos centrale, alcuni abitanti catturarono una Saola viva, ma l'animale morì alcuni giorni dopo. Prima di questo esemplare, l'unico dato confermato della presenza di una Saola allo stato selvatico era stata l'immagine catturata da una trappola fotografica nel 1999, sempre a Bolikhamxay.

Intanto lo sviluppo umano sta invadendo le foreste e l'habitat della Saola, ma secondo l'Swg «La maggiore minaccia proviene dalla caccia illegale». Questi splendidi animali a quanto pare vengono catturati con lacci d'acciaio piazzati dai bracconieri per catturare altri animali, come i cervi Sambar (Rusa unicolor ) e Muntjac  (Muntiacus reevesi ) e gli zibetti, in gran parte destinati al lucroso commercio di fauna selvatica destinato alla medicina tradizionale cinese ed ai ristoranti ed ai mercati di selvaggina vietnamiti e del Laos. 

Dopo la scoperta della Saola il Vietnam e il Laos hanno realizzato una rete di aree protette in quello che si ritiene sia il principale areale di questi mammiferi ma solo alcune riserve affrontano davvero il bracconaggio dilagante. Nella riserva naturale della Saola, nella provincia vietnamita di Thua Thien Hue, la guardia forestale sta attuando un approccio innovativo di co-gestione che sta dando risultati positivi. Dal febbraio 2011, le guardie forestali vietnamite che pattugliano la riserva hanno rimosso oltre 12.500 trappole e distrutto 200 appostamenti illegali di caccia o accampamenti di boscaioli abusivi.

Nick Cox, responsabile del Mekong's species programme del Wwf, sottolinea che «Le Saola sono estremamente elusive e sono state viste molto raramente. Mentre vivono in un areale molto ristretto, non è ancora stato segnalato un avvistamento di una Saola in natura da parte di uno scienziato e la manciata di Saola che sono state tenute in cattività non sono sopravvissute». 

Così la Saola è diventata la misteriosa icona della biodiversità della catena montuosa dell'Annam, che corre lungo il confine tra Vietnam e Laos. «Questo hot spot della biodiversità - spiega l'Iucn -  vanta una incredibile varietà di specie rare, con molte che non si trovano in nessun altro sul pianeta». Oltre alla scoperta del Saola,  tra il 1994 e nel 1997, nelle fitte foreste delle montagne annamite sono state "scoperte" due nuove specie di cervi, il muntjak gigante (Muntiacus vuquangensis ) e il muntjak dell'Annam (Muntiacus truongsonensis), un coniglio (Nesolagus timminsi), molte specie di uccelli e una famiglia di mammiferi che si riteneva estinta da milioni di anni (Diatomyidae). Gli sforzi per salvare la  Saola sono aumentati dopo che nel 2011 è stata confermata l'estinzione della sottospecie vietnamita del  rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus annamiticus), quando l'ultimo esemplare conosciuto è stato abbattuto dai bracconieri.

Ma nonostante tutto Chris Hallam, conservation planning advisor del Wcs per il Laos, è moderatamente speranzoso: «Se potessimo ridurre significativamente i livelli di caccia, saremmo ottimisti riguardo alle prospettive delle specie. Questo richiederà fondi per più pattuglie sul terreno nelle aree della Saola, lo sviluppo di incentivi positivi per la sua conservazione e, infine, la riduzione della  domanda di carne e di prodotti di animali selvatici da parte dei consumatori. La Saola ha fatto il suo ventesimo anniversario, ma non avrà molti anniversari in più a meno che non venga attuato un intervento urgente».

I problemi della salvaguardia di questa misteriosa specie saranno discussi anche dal World conservation congress dell'Iucn che si terrà a Jeju, in Corea del sud, dal 6 al 15 settembre.

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