[16/12/2011] News

Perý: Humala invia l'esercito contro gli indios che proteggono Cajamarca dal progetto di miniera d'oro

L'ultimo rapporto della Defensoría del Pueblo del Perù sui conflitti sociali nel mese di novembre parla di 270 casi, il 5 69% dei quali attivi ed il 31% latenti. L'arrivo al potere del presidente populista e nazionalista di sinistra Ollanta Humala non sembra aver cambiato le cose, visto che i conflitti sociali aumentano costantemente da 6 mesi e che i più numerosi (56,8% e 125 casi), riguardano temi ambientali e le attività di più di 90 imprese, 57 delle quali minerarie.

Non a caso Ollanta Humala sta assumendo un atteggiamento sempre più duro contro le proteste e sta perdendo importanti alleati a sinistra, sostituiti con esponenti di Perú Posible, il partito centrista dell'ex presidente Alejandro Toledo, come il militare in pensione Oscar Valdés, nominato ministro dell'Interno dopo che un leader di sinistra, Salomón Lerner, si è dimesso il 10 dicembre in disaccordo con Humala per la dichiarazione dello stato di emergenza e il successivo dispiegamento di truppe nella regione settentrionale degli altipiani di Cajamarca, per reprimere le proteste delle autorità locali e delle comunità indigene e contadine contro il progetto Conga gold mining, che trasformerebbe 4 laghi di alta montagna in bacini industriali.

Lerner avrebbe voluto continuare i negoziati con la gente di Cajamarca, ma Humala ha mandato l'esercito, come gli consigliava Valdés. Lo stato di emergenza nel sud della Cajamarca ha portato subito all'arresto di uno dei leader della protesta, l'ambientalista Walter Saavedra del Frente de Defensa Ambiental de Cajamarca, accusato incredibilmente di far parte del Movimiento revolucionario Túpac Amaru, un gruppo armato attivo dagli anni '80 fino al 2000.

L'8 dicembre sono stati bloccati i fondi del governo nazionale a quello provinciale di Cajamarca del governatore Gregorio Santos, colpevole di appoggiare la lotta contro il progetto della miniera d'oro.
Con queste misure repressive Humala ha rotto con Lerner e le forze moderate e di sinistra.

La nomina di Valdés ha spiazzato anche l'ex presidente Toledo, che ha detto che il suo partito appoggerà il governo «Perché non possiamo far parte di un regime con un militarista, incline all'autoritarismo. Abbiamo sostenuto Humala come garanti della democrazia, ma ora noi non vogliamo tornare in un governo le cui decisioni sono prese da un 'petit comité' composto da ufficiali militari in pensione come Humala».

Una sconfessione di Valdés ed un preciso riferimento al capo della famigerata Direzione nazionale di intelligence (Dini), Víctor Gómez; ed al consigliere per la sicurezza del Presidente, Adrián Villafuerte Valdés, che è stato uno degli istruttori Humala alla scuola militare Chorrillos. Gómez era uno dei suoi compagni di classe, e Villafuerte ha gestito la sua campagna elettorale nel 2006, quando fu sconfitto per poco. Il portavoce del Perú Posible, Juan Sheput, ha detto all'agenzia Ips: «D'ora in poi, non siamo responsabili per le decisioni di Humala.

Ana María Solórzano, portavoce del gruppo parlamentare del partito governativo Gana Perú, ha dato appoggio totale a Valdés: «Qualcuno che applica la lettera della legge non può essere chiamato militarista e autoritario Nel suo ruolo di ministro degli interni, per quanto riguarda il caso Conga, Valdés dimostra efficienza, energia e risolutezza. Non è una bisogna misurare un funzionario per il fatto se sia di sinistra o di destra, ma per la sua efficacia». La stessa "efficacia" che gli indios e i campesinos peruviani sperimentano sulla propria pelle da secoli e che speravano fosse meno energica e risoluta con la vittoria dell'indios Humala.

L'abbandono del governo peruviano da parte dei leader di sinistra è iniziato il 24 novembre con Carlos Tapia, consigliere di Lerner, ed è proseguito con le dimissioni del il ministro delle donne e dello sviluppo sociale, Aída García Naranjo, poi è toccato al ministro della cultura, la cantautrice Susana Baca e al ministro dell'ambiente Ricardo Giesecke. I conflitti sociali legati all'ambiente stanno rivelando la vena autoritaria di Humala che fa fuori i suoi ministri di sinistra a causa della loro condivisione o degli stretti legami con i leader della protesta contro la miniera di Conga, pensando così di poter più facilmente risolvere il problema con la repressione.

Il pericolo è che i ministri di sinistra cacciati o che hanno lasciato volontariamente siano sostituiti dagli eterni militari peruviani. Sembra la maledizione di tutti i recenti presidenti del Perù ed Huama, che ha dichiarato lo stato di emergenza in 4 province (Cajamarca, Calendin, Hualagyoc e Contumazò) somiglia sempre più all'autoritario e corrotto presidente Alberto Fujimori, padre della sua sfidante alle elezioni.

La miniera di Conga è un progetto della Newmont Mining statunitense che gestisce già Yanacocha, la più grande miniera d'oro dell'America latina. Appena nominato ministro, Valdés ha detto che il progetto di Conga verrà sottoposto ad una valutazione di esperti internazionali per rispondere ad ogni «ragionevole dubbio» espresso dai residenti di Cajamarca. Non si capisce se questi esperti siano i militari che ha inviato a sgombrare l'area dove dovrebbe sorgere la miniera e ad arrestare chi fa domande ed ha ragionevoli dubbi.

La chiesa cattolica stavolta sembra schierata con I manifestanti: il sacerdote Marco Valdés che guida l'associazione Grufides che di occupa di diritti umani, sviluppo e ambiente a Cajamarca, lavora con le comunità locali contro il progetto minerario e ha detto che «La promessa di un audit esterno non risolverà il conflitto. La valutazione tecnica è solo una componente del conflitto. C'è un'altro problema estremamente importante su cui il nuovo primo ministro non ha detto nulla: la questione è se le comunità che saranno interessate dal progetto della miniera d'oro verranno consultate».

Arana non è solo un semplice prete di montagna, è anche un ambientalista famoso che il Time ha messo nella sua lista degli "Heroes of the Environment" nel 2009. Uno che potrebbe dare molti grattacapi ad Humala e che spiega: «Secondo la legge peruviana, le compagnie minerarie devono consultare le comunità locali per poter ottenere l'approvazione preliminare per poter effettuare qualsiasi operazione. Come potrà Humala riguadagnare la fiducia del popolo di Cajamarca, dopo aver loro specificamente promesso in una visita durante la campagna elettorale che non avrebbe accettato abusi da parte delle compagnie minerarie?».

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