[16/12/2011] News

Il traffico ci costa pił della manovra Monti

L'Annuario statistico italiano 2011 dell'Istat, nella parte dedicata ad ambiente e territorio, rileva che traffico e smog sono i problemi più sentiti dalle famiglie italiane (per circa il 40%) nelle grandi aree urbane. Siamo convinti che la percentuale sarebbe stata ben superiore se i cittadini fossero venuti a conoscenza del rapporto presentato oggi a Roma su "Scenari e opzioni per una mobilità sostenibile - un rapporto per Roma capitale", redatto dalla Luiss in collaborazione con Formiche.

Secondo lo studio, il costo economico del tempo perso a causa dei problemi legati alla mobilità urbana e allo smog si può stimare in Italia fino a 27 miliardi di euro. Una somma impressionante che supera di quasi un terzo l'entità della ormai famosa manovra lacrime e sangue del governo Monti.

Tra l'altro, e questo è un aspetto da sottolineare, il report non tiene in considerazione i costi dell'impatto ambientale e sulla salute dei cittadini, che farebbero raggiungere cifre da capogiro.

Quindi 'solo' il tempo perso a causa dei problemi legati alla mobilità urbana si traduce in una perdita economica, che per una città come Roma ha un valore che sfiora gli 8 miliardi.

Sempre nello studio, è riportato che il costo annuale sostenuto dalle famiglie per il trasporto individuale ammonta a circa 170 miliardi di euro (50 miliardi sotto forma di tassazione) a fronte di un costo totale per il trasporto collettivo di circa 10 miliardi.

Le cifre di costi attivi e di perdite fanno comprendere come su questo settore sia necessario investire, in particolare per rendere più competitiva la mobilità pubblica meno inquinante (quella su ferro) che oltre a migliorare la qualità dell'aria e della vita dei cittadini, essendo più efficiente, consente anche di recuperare almeno una quota parte di quei denari persi in estenuanti code in mezzo al traffico. 

Qualche soluzione è già indicata nel Libro bianco 2011 che identifica «nelle aree urbane il contesto entro cui sperimentare soluzioni innovative per la mobilità con l'obiettivo di dimezzare entro il 2030 e successivamente eliminare entro il 2050 l'uso delle autovetture con carburanti tradizionali nei trasporti urbani» ed «introdurre entro il 2030 un sistema di logistica urbana a zero emissioni di CO2».

Intanto però l'unica fabbrica italiana di autobus, la Irisbus controllata dal gruppo Fiat, chiuderà i battenti. Alla faccia delle politiche della sostenibilità e dello sguardo lungo

 

 

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