[15/09/2011] News toscana

Pisa: bilancio con segno + per il comune. Parte dei soldi destinati al Patto comunitario per lo sviluppo

Numeri positivi quelli del comune di Pisa che ha presentato il suo Bilancio: nonostante  i tagli agli Enti Locali, sono avanzati 4 milioni di euro scaturiti, spiega l'amministrazione comunale, da risparmi e maggiori entrate.

«Abbiamo deciso di spendere questi soldi in due direzioni complementari: in rimedio alla manovra taglia servizi del Governo e a sostegno dei progetti che hanno cominciato a dare corpo al Patto comunitario per lo sviluppo (Pcs) - ha dichiarato il sindaco Marco Filippeschi- Un patto che veda operare, sulle orme del capitalismo illuminato di Adriano Olivetti, insieme privati, privato sociale e pubbliche istituzioni per dare alla città opere, e servizi di pubblica utilità, conseguendo un ritorno di immagine e un legame con la città per chi le realizza».

Tra i "13 progetti per Pisa" che fanno parte del Patto comunitario per lo sviluppo tutti finanziati con importi tra i 20mila e i 100mila euro (questa cifra è stata stanziata per il Teatro Verdi), molti riguardano la sfera sociale, quella culturale, progetti per le nuove tecnologie, la riqualificazione urbana. Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente ambientali, 40 mila euro sono stati destinati alla realizzazione di due documenti del Paes (Piano di azione per l'energia sostenibile). Si tratta dello strumento richiesto dalla Conferenza dei sindaci a cui Pisa ha aderito. Il progetto prevede di esaminare 10 edifici comunali dai quali cominciare.

 Il primo documento da produrre è quello che fotografa la situazione attuale. Il secondo (il vero e proprio Paes) individua i provvedimenti per l'efficienza energetica, per il ricorso alle rinnovabili, per il risparmio energetico e per tutto quello che deve fare l'Amministrazione per migliorare, fino al 2020, le performance energetiche. «Il Pcs è uno strumento che io considero importantissimo. Soprattutto oggi, di fronte alla crisi perché può diventare strumento di crescita e di coesione sociale» ha concluso Filippeschi.

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