[15/09/2011] News

L'ecotassa coerente con le norme Ue? La questione alla Corte di giustizia europea

L'obbligo italiano al pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, denominata "ecotassa" è coerente con i disposti comunitari? Questa è la domanda che un giudice italiano rivolge alla Corte di Giustizia. E la rivolge in riferimento a una questione riguardante l'Amia spa, la società che svolge attività di smaltimento dei rifiuti conferiti da Comuni, Consorzi e Ato (Ambiti territoriali ottimali) e gestore della discarica di Palermo.

L'Amia secondo la legge italiana è tenuta a versare l'ecotassa entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare nel quale è stato effettuato il deposito dei rifiuti. Successivamente può rivalersi verso comuni, consorzi e Ato (soggetti conferenti i rifiuti). Ma non può subordinare il trattamento dei rifiuti al pagamento del prezzo da parte dei soggetti conferenti.

Nel corso di una verifica fiscale nel 2009, la Guardia di Finanza ha constatato un ritardo considerevole nel versamento dell'ecotassa. Amia, però, ha impugnato l'avviso di liquidazione anche perché il tardivo versamento è strettamente connesso al ritardo con cui i soggetti conferenti i rifiuti pagano al gestore la loro quota. Suscitano quindi perplessità i tempi in cui il gestore è obbligato a versare il tributo speciale alla regione (il mese successivo alla scadenza del trimestre solare) rispetto al momento in cui esso viene rimborsato dall'ente che ha conferito i rifiuti.

Per questo il giudice di rinvio solleva la questione alla Corte di giustizia (e dunque introduce un nuova causa dinanzi alla Corte). A suo avviso la legge italiana appare violare le direttive europee (quella sulle discariche dei rifiuti e quella sulla lotta dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) in quanto attribuisce al gestore, oltre ad obblighi contabili, oneri economici e responsabilità sanzionabili.

Secondo la direttiva relativa alle discariche di rifiuti, il prelievo si fonda sul principio per cui il soggetto obbligato al pagamento del tributo è "chi inquina", ovvero il soggetto che conferisce i rifiuti e non il soggetto che li tratta.

La direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali richiama i pesanti oneri amministrativi e finanziari imposti alle imprese dai periodi di pagamento eccessivi e dai ritardati pagamenti, che costituiscono una tra le principali cause d'insolvenza.

I ritardi di pagamento costituiscono una violazione contrattuale resa finanziariamente attraente per i debitori nella maggior parte degli Stati membri per i bassi livelli dei tassi degli interessi di mora e dalla lentezza delle procedure di recupero.

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