[08/06/2011] News toscana

Mugello, danni ambientali causati dalle grandi opere: questa volta a rischio l'invaso di Bilancino

Il Mugello non ha pace. Dopo i lavori dell'Alta velocità ferroviaria che hanno causato molti danni al territorio, prosciugato le falde, inquinato fiumi e torrenti (è stato celebrato anche un lungo processo durato 4 anni finito con le condanna del Consorzio che operò in quel contesto), ora pare che la storia si ripeta.

In questo caso a finire sotto accusa sono i lavori alla terza corsia Bologna-Firenze e della Variante di valico. Si passa quindi dalla ferrovia alla strada ma la sostanza è la stessa: non si riescono a realizzare in modo compatibile con l'ambiente le grandi opere infrastrutturali viarie di cui il Paese ha bisogno. Nel mirino della Procura di Firenze alcuni dirigenti della Società Autostrade e delle imprese di costruzioni, ma i capi di imputazioni sono quelli già formulati in passato, sembra di ascoltare un disco rotto: gestione pessima dei rifiuti speciali (anche pericolosi) contenenti oli usati durante gli scavi (i cosiddetti oli disarmanti), discariche abusive, smarino abbandonato, torrenti inquinati da fanghi industriali con alta concentrazione di idrocarburi, acque di dilavamento dei cantieri non trattate, impianti di depurazione non efficienti e/o non dimensionati adeguatamente.

La magistratura farà il suo corso e vedremo se le accuse per i reati ambientali che hanno conseguenze penali saranno confermate. Comunque qualcosa è successo e quanto emerso al termine di un'inchiesta "silente" portata avanti dalla Procura con l'ausilio di Arpat non è roba di poco conto. Anzi se come è stato annunciato ad essere interessato dall'inquinamento è anche il lago di Bilancino, si profila un vero e proprio disastro ambientale. Pare infatti che attraverso torrenti immissari del lago, i fanghi contaminati siano arrivati all'invaso e depositati sul fondo. Oltre all'impatto su flora e fauna ci potrebbero essere quindi conseguenze anche per gli utilizzi antropici.

Ricordiamo che le acque dell'invaso sono balneabili e oltre a rifornire il Mugello, attraverso la Sieve, arrivano all'Arno e a Firenze dove sono utilizzate dal grande acquedotto dell'Anconella. Parte del sistema idrico della Toscana Centrale potrebbe essere messo a rischio per incapacità, disattenzione oppure come più probabile, per risparmiare sulle opere di mitigazione ed aumentare i ricavi, a spese del territorio e delle comunità antropiche ed animali che lo popolano.   

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