[14/02/2012] News

Condannata anche Monsanto: sotto accusa l'erbicida Lasso

La sentenza stata emessa in Francia

Dopo il verdetto di ieri sul caso Eternit, un'altra sentenza storica è stata emessa questa volta in Francia. La multinazionale americana Monsanto, colosso dell'agrochimica, è stata riconosciuta responsabile per l'intossicazione da erbicida di un agricoltore francese, dal Tribunal de grande instance di Lione. Il caso risale all'aprile 2004, quando Paul Francis, cerealicoltore 47enne di Bernac (Charentes), è rimasto intossicato per l'inalazione dell'erbicida Lasso che gli ha procurato nell'immediato  nausea e svenimenti, più una serie di disturbi come balbuzie, vertigini, cefalea, che lo hanno costretto a sospendere il lavoro per quasi un anno.

Nel maggio del 2005, da alcune analisi effettuate, è risultato che Paul Francis aveva in corpo tracce di monoclorobenzene, un solvente presente in quantità nel Lasso. Tre anni dopo, Paul Francis, divenuto nel frattempo portavoce delle vittime dei pesticidi, si è visto riconoscere i suoi problemi di salute come malattia professionale da parte dell'Agenzia delle assicurazioni sociali per l'agricoltura e ha, quindi, avviato un procedimento per risarcimento danni nei confronti della Monsanto ottenuto con questa sentenza. «Apprendiamo con soddisfazione la notizia, arrivata ieri, circa la condanna della Monsanto per l'intossicazione di un agricoltore francese provocata dall'inalazione dei vapori dell'erbicida Lasso- ha dichiarato Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale di Aiab-. Una sentenza importante, che in Francia è una prima assoluta, e che apre la strada alla richiesta di danni. Vicende giudiziarie a parte, il caso è l'ennesima tragica dimostrazione di come il modello agroindustriale e agrochimico sia fallimentare. Perché propone un modello di sviluppo che non rispetta né l'ambiente, né il benessere degli animali, né tanto meno quello dei lavoratori. Oltre che dagli Ogm, che minacciano la biodiversità delle colture, infatti, i pericoli per la nostra terra e per gli agricoltori stessi arrivano dagli additivi chimici, come diserbanti e insetticidi, prodotti da giganti dell'agrochimica e delle biotecnologie vegetali quali Monsanto».

Tra l'altro durante la recente udienza del 12 dicembre 2011, l'avvocato dell'agricoltore ha accusato Monsanto di fare di tutto pur di lasciare il Lasso sul mercato, di non informare in etichetta circa l'esatta composizione dell'erbicida e del rischio di inalazione, che dovrebbe prevedere l'obbligo di indossare una maschera protettiva. La pericolosità del Lasso è stata riconosciuta dal 1980 in Canada, anno dal quale la commercializzazione è vietata in Canada, Inghilterra e Belgio. Mentre si è dovuto attendere fino al 2007 perché venisse rimosso dal mercato francese. «Per tutelare l'ambiente e la salute degli agricoltori bisogna investire nei modelli di agricoltura agro-ecologica sostenibili, biologico in primis. Solamente il bio, infatti, ha nel suo DNA il bando delle dannose e pericolose sostanze chimiche di sintesi» ha concluso Triantafyllidis  

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