[16/10/2007] Comunicati

Il congresso del partito comunista cinese attraversa le Tre gole

LIVORNO. Intervenendo alla tribuna del diciassettesimo congresso del partito comunista cinese, il segretario generale e presidente della repubblica popolare, Hu Jintao, ha tracciato il futuro destino della Cina come “società socialista armoniosa” da realizzare attraverso uno sviluppo altrettanto “armonioso”. Resta il problema di come si possa realizzare questa armonia indicando (o meglio prendendo atto e cercando di dirigere) una crescita del Prodotto interno lordo procapite che nel 2020 sarà quadruplicato rispetto a quello del 2000.

La parola più usata da Hu Jintao nel suo discorso è stata “democrazia", probabilmente questa ha un significato diverso da quello che le dà in occidente anche la sinistra, forse somiglia di più alla “democrazia ben orientata” che dice di voler realizzare la giunta militare golpista del Myanmar, ma in Cina qualche apertura è evidente, soprattutto in campo ambientale, dove lo stesso governo comunista ha bisogno di creare un’opinione pubblica che contrasti abusi e inquinamenti tollerati dalla corruzione dilagante tra i dirigenti locali, e denunciata dallo stesso presidente cinese, che stanno seriamente danneggiando l’immagine del partito.

Esiste un via libera di fatto alla nascita di associazioni “ambientaliste” (sono ormai circa 285mila le Ong cinesi) che sono ben tollerate, almeno fino a quando non criticano la politica centrale ed i grandi progetti che il partito comunista considera strategici a livello nazionale. Sembra il caso dell’ormai famigerata diga delle Tre gole intorno alla quale si sta evidentemente svolgendo anche uno scontro tra le varie anime del partito sul modello di sviluppo cinese.

Qualche giorno fa è rimbalzato in tutto il mondo l’allarme lanciato dal municipio di Chongqing, una metropoli che sorge sulle rive Yangtze, che annunciava un’evacuazione di massa di 4 milioni di persone con l’intento « fondamentale di salvare l’ecologia locale, che peggiora di giorno in giorno».
Per il vice sindaco di Chongqing, Yu Yuanmu, «Da una parte, la situazione ecologica della riserva naturale delle Tre gole è molto fragile, non può sopportare un’urbanizzazione così massiccia e densa. D’altra parte, la zona è già densamente abitata: questo non consente sviluppo industriale e crea problemi sociali».

Una decisione che si diceva presa Consiglio di Stato e letta come una critica nemmeno tanto velata delle politiche energetiche dell’ex presidente Jiang Zemin. Ma dal congresso del partito comunista cinese arriva il contrordine, diffuso con autorevole ufficialità dall’agenzia Xinhua, affidato al sindaco di Chongqing, Wang Hongju che ha negato che la diga delle Tre Gole deteriori l’ambiente.

«L´acqua nella sezione di Chongqing del fiume Yangtse – ha detto Wang - è pulita e potabile, e la qualità dell’acqua è attualmente la migliore delle città cinesi. La città gode anche di aria buona. Dire che il progetto delle Tre Gole ha causato un disastro ambientale è senza fondamento». Una smentita che però non nega la necessità di evacuare milioni di persone ma che probabilmente valuta questo come un costo necessario da pagare per lo sviluppo cinese, per fornire energia a un gigante che ne ha sempre più bisogno per correre ad una velocità terrificante per i nostri parametri, verso un futuro di maggior benessere economico diffuso (Hu Jintao ha parlato anche di rivolgersi di sviluppare il mercato interno), verso quell’ircocervo del socialismo armonioso che Hu Jintao vuole raggiungere con un capitalismo aggressivo indirizzato da un partito comunista, cercando di costringerlo ad una migliore sostenibilità ambientale e sociale, prima che divori ogni risorsa. Chissà cosa ne penserebbe Mao, che guarda da sempre più lontano, trasformato ormai in un innocuo santino?

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