[15/10/2007] Comunicati

Contabilità ambientale, il buon esempio di Bolzano

LIVORNO. 74 indicatori per i settori ambiente, società ed economia che servono a rendere misurabile la sostenibilità e che indicano l’influsso sullo sviluppo sostenibile di ogni singolo comune altoatesino. Non hanno niente a che vedere con Ecosistema Urbano – che proprio a Bolzano sarà materia del convegno in programma venerdì 19 - ed è tra i pochi esempi di contabilità ambientale omogenea applicata in un dato territorio. Il progetto da pochi giorni è anche online sul sito Sostenibilità Alto Adige, vetrina dell’Agenzia provinciale per l’ambiente, dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) e dell’IRE (Istituto di ricerca economica) della Camera di Commercio della provincia bolzanina, che spiega che cosa sono e a che cosa servono gli indicatori ambientali, quale è il loro ruolo nello sviluppo sostenibile.

A coordinare il progetto per conto dell’Accademia europea di Bolzano( Eurac) c’è Ulrike Tappeiner alla quale chiediamo di spiegarci il significato di questa iniziativa.

«La sostenibilità è un obiettivo del nostro agire che comporta uno sviluppo volto a soddisfare i bisogni della generazione attuale senza che ciò pregiudichi il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future. Tali bisogni si possono riassumere in tre settori principali: ambiente, società ed economia, che sono equivalenti e si influenzano a vicenda. Noi abbiamo cercato di raccogliere, sviluppare e implementare uno strumento in grado di misurare questi 3 concetti che sono i pilastri della sostenibilità. Per arrivare ai 74 indicatori abbiamo poi confrontato quelle che sono le indicazioni a livello nazionale e soprattutto internazionale da parte dell’Onu. Infine abbiamo sviluppato gli indicatori adeguandoli alla realtà territoriale dell’Alto Adige, declinandoli comune per comune».

Quali sono gli indicatori scelti?
Sono stati selezionati indicatori che coprono appunto i 3 settori principali. Per l’ambiente: acqua, aria, biodiversità, utilizzo del territorio, energia, rifiuti, traffico; per la società: popolazione, istruzione, pendolari, politica, servizi sociali, abitazioni; per l’economia: mercato del lavoro, agricoltura, commercio, turismo, imprese, valore aggiunto».

Da che anno sono disponibili i dati e quali sono state le applicazioni concrete di questo lavoro?
«Il progetto è partito nel 2001 e i dati attualmente disponibili sono quelli dal 2000 al 2004. Ora stiamo elaborando i dati relativi al 2005-2006 che poi verranno inseriti nel sito. I dati raccolti sono stati effettivamente già utilizzati per fare Via e Vas per i programmi strutturali per l’Unione europea dal 2007 e al 2013 e anche per la Via per il tunnel ferroviario del Brennero. C’è da dire poi che questi indicatori possono essere immediatamente utilizzati anche in altre aree montane e infatti abbiamo già ricevuto una richiesta da parte della Provincia di Trento per esportare il modello anche lì».

Quale ruolo possono svolgere i comuni in fatto di sostenibilità?
«I comuni svolgono un ruolo particolarmente importante nell’ambito della realizzazione concreta di uno sviluppo sostenibile. Le competenze della pubblica amministrazione sono infatti chiaramente delineabili e rendono possibile l’individuazione delle cause di danni o problemi. A livello regionale anche la popolazione ha un certo grado di competenza. Di conseguenza un set di indicatori su base comunale può essere utilizzato come supporto nel processo decisionale sia politico che di pianificazione all’interno della pubblica amministrazione. Inoltre costituisce per tutti i cittadini e le cittadine uno strumento valido ai fini della valutazione degli standard di sostenibilità del proprio Comune».
Dal mese di settembre tutti i dati sono reperibili anche ondine.
«Sì, il portale web mette a disposizione degli utenti i dati con ulteriori strumenti di elaborazione interattivi. Così per esempio ogni singolo comune ha la possibilità di attingere al proprio check di sostenibilità e osservare la propria posizione rispetto ad altri comuni. I dati presenti sul portale web vengono costantemente aggiornati così da rendere possibile un progressivo monitoraggio della situazione comunale. L’obiettivo è tuttavia anche quello di informare la collettività sul significato di sostenibilità ed indicare in quali ambiti l’azione di ogni singolo può contribuire allo sviluppo sostenibile».

Proprio oggi Legambiente e l’istituto di ricerche Ambiente Italia hanno diffuso i primi dati del rapporto Ecosistema urbano, che ogni anno misura la sostenibilità dei 103 capoluoghi di provincia italiani. Come mai Bolzano, che l’anno scorso era prima in classifica, ora è scivolata al nono posto? E come mai i dati sono molto diversi da quelli che misurate voi? Non ritiene che sarebbe utile avere indicatori omogenei almeno per tutto il Paese se non per l’Europa, e contemporaneamente avviare un sistema di contabilità ambientale ad ogni livello amministrativo?
«Dunque noi abbiamo studiato moltissimo quegli indicatori di Ecosistema urbano che effettivamente sono ben posti e abbiamo cercato di prenderne il meglio così come abbiamo fatto anche con altre esperienze europee. Abbiamo però verificato che se si cambia pochissimo il valore degli indicatori, la classifica può cambiare profondamente. Non è quindi che sbagliano i nostri esperti o i loro, il problema sta tutto nel metodo, che comporta una grandissima variabilità, per cui non mi stupirò se il prossimo anno Bolzano tornerà prima o scenderà ancora in classifica. Per questo concordo sul fatto che sia ormai assolutamente necessario stabilire parametri di contabilità ambientali validi per tutti, sui quali confrontarci e sui quali costruire le scelte per il domani».

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