[15/10/2007] Urbanistica

France nature environnement: «Il Parlamento Ue ha stravolto la direttiva sui suoli»

BRUXELLES. Secondo l’associazione France nature environnement, il 9 ottobre, con il voto sulla proposta di direttiva europea sulla protezione dei suoli, la commissione ambiente del Parlamento europeo ha livellato verso il basso l’efficacia del provvedimento «con un voto draconiano».
Per questo France nature environnement chiede al Consiglio Ue di prendersi le proprie responsabilità in occasione del voto sulla direttiva che ci sarà a dicembre, per ridare un reale respiro ad un provvedimento così importante.

«Regimi di eccezioni, abbandono dell’allegato sulle attività inquinanti, o ancora soppressione delle disposizioni relative alla partecipazione pubblica – spiega Sophie Bringuy, giurista di France nature environnement – Vale a dire che i deputati europei hanno rivisto largamente in ribasso le poche ambizioni del progetto di direttiva quadro sui suoli. Questa proposta al ribasso rivela una profonda incomprensione della priorità di mettere in opera una politica ambiziosa in materia di suoli».

In Europa, circa la metà dei suoli sono gravemente colpiti da contaminazione, erosione, cementificazione e urbanizzazione massicce, desertificazione. Una crisi evidente anche in Francia con 4 milioni di ettari (su 56 milioni) colpiti dall’erosione, tra 60 e 80 mila urbanizzati ogni anno, un Dipartimento ogni 10 anni, «gli incolti industriali – spiega preoccupata la federazione francese delle associazioni di protezione ambientale – che restano gravemente inquinati, mentre 75 milioni di francesi si aspettano che le terre agricole provvedano alla loro alimentazione nel 2025».

Per France nature environnement la proposta di direttiva europea sui suoli è «un testo cruciale e risponde ad una reale urgenza ecologica. Il suolo è l’ultimo degli ambienti biologici (insieme all’’aria ed all’acqua) a non essere protetto da un testo giuridico, né dal diritto europeo, né dal diritto francese. Di fronte all’inerzia dei parlamentari – dice France Nature Environnement – ci appelliamo dunque ai membri del Consiglio europeo e speriamo che adotteranno una posizione più costruttiva nel corso del voto che avrà luogo il prossimo dicembre, tenendo conto delle proposte formulate fino ad oggi. L’integrazione delle quali é il minimo indispensabile per ridare alla direttiva tutto il respiro di cui necessita».

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