[14/03/2006] Rifiuti

Rifiuti speciali, il consiglio regionale chiede più impegno alla giunta

FIRENZE. Con una mozione approvata all’unanimità il consiglio regionale della Toscana ha suggellato i quattro mesi di lavoro della commissione Con una mozione approvata all’unanimità il consiglio regionale della Toscana ha suggellato i quattro mesi di lavoro della commissione territorio e ambiente del consiglio regionale presieduta da Erasmo D´Angelis sul tema del rafforzamento dei controlli sulla produzione e lo smaltimento finale dei 7,5 milioni di tonnellate l´anno di rifiuti speciali industriali. «Con questa mozione – spiega D’Angelis – chiediamo alla giunta regionale impegni precisi: per prima cosa a spingere le province ad approvare i piani di smaltimento dei rifiuti speciali, visto che abbiamo 8 province su 10 in ritardo. In secondo luogo chiediamo investimenti su risorse e professionalità per incentivare e migliorare i controlli deputati ad Arpat. Quindi chiediamo alla Regione di impegnarsi a promuovere accordi locali tra gli enti e i produttori di rifiuti. Infine è necessario che la giunta si impegni a trovare soluzioni per lo smaltimento e per recuperare il gap infrastrutturale del nostro sistema impiantistico».



L’indagine ha visto l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e interessati al tema dello smaltimento dei rifiuti speciali, comprese le forze dell’ordine: «Nelle ultime 43 indagini del Noe dei carabinieri la Toscana compare ben 25 volte - dice D´Angelis. - E´ il segno di una regione diventata, suo malgrado, area di transito, mascheramento e smaltimento illegale di rifiuti, perché la legislazione italiana e quella europea permettono purtroppo ai rifiuti di viaggiare senza regole e quindi ogni lugo diventa esposto al rischio delle ecomafie».

Nella relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva, Erasmo D’Angelis ha comunque sottolineato anche il dato positivo riguardante gli urbani: «Per i rifiuti urbani – conclude l’esponente della Margherita - non c’è nessun rischio di illegalità perché grazie all’ottimo corpus normativo di cui si è dotata la nostra regione, abbiamo oggi la piena tracciabilità del rifiuto urbano, dal produttore fino allo smaltimento, e ai controlli non sfugge neppure un chilo di rifiuti».
del consiglio regionale presieduta da Erasmo D´Angelis sul tema del rafforzamento dei controlli sulla produzione e lo smaltimento finale dei 7,5 milioni di tonnellate l´anno di rifiuti speciali industriali.

«Con questa mozione – spiega D’Angelis – chiediamo alla giunta regionale impegni precisi: per prima cosa a spingere le province ad approvare i piani di smaltimento dei rifiuti speciali, visto che abbiamo 8 province su 10 in ritardo. In secondo luogo chiediamo investimenti su risorse e professionalità per incentivare e migliorare i controlli deputati ad Arpat. Quindi chiediamo alla Regione di impegnarsi a promuovere accordi locali tra gli enti e i produttori di rifiuti. Infine è necessario che la giunta si impegni a trovare soluzioni per lo smaltimento e per recuperare il gap infrastrutturale del nostro sistema impiantistico».

L’indagine ha visto l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e interessati al tema dello smaltimento dei rifiuti speciali, comprese le forze dell’ordine: «Nelle ultime 43 indagini del Noe dei carabinieri la Toscana compare ben 25 volte - dice D´Angelis. - E´ il segno di una regione diventata, suo malgrado, area di transito, mascheramento e smaltimento illegale di rifiuti, perché la legislazione italiana e quella europea permettono purtroppo ai rifiuti di viaggiare senza regole e quindi ogni lugo diventa esposto al rischio delle ecomafie».

Nella relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva, Erasmo D’Angelis ha comunque sottolineato anche il dato positivo riguardante gli urbani: «Per i rifiuti urbani – conclude l’esponente della Margherita - non c’è nessun rischio di illegalità perché grazie all’ottimo corpus normativo di cui si è dotata la nostra regione, abbiamo oggi la piena tracciabilità del rifiuto urbano, dal produttore fino allo smaltimento, e ai controlli non sfugge neppure un chilo di rifiuti».

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