[12/10/2007] Trasporti

Bimbo investito sulla pista ciclabile, la Fiab chiede più controlli

ROMA. La Federazione italiana amici della bicicletta - Fiab onlus - esprime vivo cordoglio alla famiglia del piccolo Renzo Giacomella di tre anni che, mentre in sella alla sua biciclettina pedalava su una pista ciclabile nel tratto tra Valdisotto e Bormio, è stato travolto e ucciso da un motociclista pirata della strada il quale a fari spendi percorreva una ciclovia - riservata esclusivamente alle biciclette - e si allontanava velocemente senza prestare soccorso.

Il responsabile Fiab per la Sicurezza, Edoardo Galatola, dichiara: «Dire che c´è un morto al giorno sulle piste ciclabili nasce da una semplificazione di comunicazione che porta ad un dato nettamente sbagliato. Dei 317 ciclisti morti nel 2005 quasi nessuno è avvenuto percorrendo piste ciclabili, ma nel traffico urbano. La pista ciclabile, infatti, se a norma e ben manutenuta, è un posto sicuro dove anche un bambino può andare in sicurezza. Salvo che un criminale come il motociclista in questione vada a percorrerre un percorso a lui vietato commettendo pertanto un omicidio volontario e non certo colposo. Vedere un motociclista su una pista ciclabile è come vedere un ciclista in autostrada o un´auto che imbocca l´autostrada contromano: casi gravissimi ma comunque eccezioni". Il problema e´ un altro. Non è con i km di piste ciclabili - precisa Galatola - che si misura la sicurezza dei ciclisti. E´ meglio 1 km in meno di pista ciclabile purché le ciclopiste siano collegate tra di loro. Il pericolo c´è semmai quando finisce la pista ciclabile nel nulla. In città, meglio che costruire piste ciclabili e´ intervenire con la "moderazione del traffico": se il limite di velocità è di 30 km/h possono convivere tranquillamente pedoni, ciclisti, motociclisti ed auto. Non a caso il bambino ucciso e´ stato travolto da una moto ad una velocità che non ha permesso di evitarlo e che è risultata mortale".

Il presidente della Fiab, Antonio Dalla Venezia invece, porta l´attenzione sulla carenza di controlli a tutela della sicurezza dei ciclisti. «Con l´uso improprio delle piste da parte dei mezzi motorizzati e l´assenza pressochè totale di controlli da parte delle forze dell´ordine -dichiara il Presidente della Fiab - si creano le condizioni perchè incidenti sempre più gravi possano accadere. Le pene poi, anche nel caso questi delinquenti vengano presi, sono irrisorie come abbiamo visto nei giorni scorsi con la sentenza nei confronti dell´automobilista ubriaco che aveva investito e ammazzato 4 ragazzi. Le piste ciclabile delle nostre città sono sempre più territorio di confronto di motociclisti spericolati che si operano nell´assoluta indifferenza delle polizie locali. Credo di non essere lontano dalla verità se affermo che le multe per transito vietato nelle ciclopiste siano dell´ordine di qualche decina in tutta Italia. Dobbiamo pretendere in tutte le città che la polizia locale si doti di squadre di vigili che pattugliano in bici le piste ciclabili. Come a Parigi, ad esempio, dove sono decine i poliziotti in bicicletta».

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