[12/10/2007] Comunicati

Rispunta la tassa di scopo. Per ambiente e servizi o per recuperare i soldi dell’Ici?

LIVORNO. L’incontro tra il ministro delle finanze Tommaso Padoa Schioppa e il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici avrebbe fatto resuscitare uno dei fantasmi che si aggirano da tempo in Italia: la tassa di scopo, nuovamente richiesta da 42 sindaci (di centro-destra e di centro-sinistra) delle più note città turistiche e d’arte italiane, da Firenze a Palermo, da Venezia a Taormina, passando per Roma.

Le città chiedono di istituire una tassa non superiore a cinque euro per notte per ogni turista, cioè di ripristinare una sorta di tassa di soggiorno, per far fronte all’aumento della richiesta di servizi (e di spese) che il turismo si porta dietro e non accollarle sui residenti.

L’Anci ha avanzato al governo una proposta di emendamento «che è il frutto di un lavoro di concertazione fra tutti i soggetti interessati pubblici e privati, che l’associazione porterà all’attenzione del Parlamento affinché sia inserita nella legge Finanziaria in discussione al Senato», chiedendo l’introduzione di una tassa comunale di ingresso e soggiorno già prevista dalla prima versione di legge Finanziaria 2007 presentata alla Camera e poi eliminata nel passaggio al Senato.

Ma, mentre la richiesta dell’anno scorso sembrava più nettamente orientata a recuperare risorse anche per risolvere problematiche ambientali, il dubbio (e il sospetto) è che dietro la tassa di scopo di quest’anno ci sia la (pur legittima) volontà di recuperare i fondi che scapperanno via con la diminuzione dell’Ici.

Questa potrebbe essere anche una buona notizia, visto che il sostegno politico all’edificazione incontenibile di questi ultimi anni è stato sicuramente dato anche perché l’Ici era diventata la più sicura e la principale fonte di sostegno per tutti i comuni, soprattutto per quelli più piccoli.

Ma la nuova riproposizione della tassa di scopo ha resuscitato anche le “automatiche” contrarietà di Federturismo, Confindustria, Confcommercio e Confesercenti che hanno paura di una diminuzione dei flussi turistici e parlano di richiesta autolesionistica, anche se la pur diversa tassa di scopo adottata in Sardegna per i mega-yacht dimostrerebbe il contrario.

Nell’appello sottoscritto da comuni grandi e piccoli, i sindaci chiedono di prevedere un contributo turistico facoltativo, a carico dei turisti che pernottano nelle città, da destinare «a finalità che saranno condivise fra le amministrazioni locali e le rappresentanze degli operatori del settore turistico».

Secondo l’Anci questa è una formula che «consentirà di esonerare i cittadini residenti da un onere che oggi grava sulle loro spalle per far fronte alle incombenze e ai servizi aggiuntivi che si rendono necessari per migliorare l’offerta turistica delle nostre città».

Il tema era già stato affrontato l’estate scorsa in un incontro informale col governo sulle città ad alta densità turistica, «In quella sede – ricorda Domenici - condividemmo la necessità che queste città, in modo autonomo, avessero la possibilità di scegliere di introdurre una forma di prelievo a carico dei turisti per evitare che gli oneri economici derivanti dai maggiori servizi da erogare in favore dei visitatori restassero a carico dei soli cittadini contribuenti. La tassa di ingresso è una realtà già presente in numerose città europee, e la sua istituzione consentirebbe ai comuni di far fronte alle esigenze create dall’arrivo dei turisti, per migliorare i servizi e valorizzare i centri storici».

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