[14/03/2006] Urbanistica

Pesticidi, rischi e impatti anche in campagna

PISA. Il rapporto tra le caratteristiche dei terreni trattati con fitofarmaci (diserbanti e pesticidi) e l’incidenza di linfomi follicari in provincia di Pisa è allo studio di un pool di ricercatori ed esperti dell’Università di Pisa, che potrebbe essere pubblicato sulle riviste scientifiche nel giro di pochi mesi. Uno studio eseguito che dimostrerebbe che le persone colpite da questo tumore (per la maggior parte agricoltori) provenivano soprattutto da zone in cui era stato fatto largo uso di diserbanti e pesticidi.

«Si tratta di un progetto autofinanziato – spiega Mario Petrini, direttore del dipartimento di Ematologia dell’università di Pisa – e anche per questo c’è voluto diverso tempo e non siamo ancora in grado di diffondere i dati: prima di creare allarmismi dobbiamo escludere con certezza eventuali fattori esterni come l’aria o l’acqua inquinata». Intanto però ieri i laboratori di ematologia sono stati visitati nei giorni scorsi dalla IV commissione della Regione Toscana, formata da Fabio Roggiolani (Verdi) e da Piero Pizzi e Anna Maria Celesti di Forza Italia.

«Si tratta di uno studio unico nel suo genere – spiega ancora Petrini – infatti insieme ai colleghi Barale e Bonari siamo partiti dalle caratteristiche dei terreni: nel mondo esistono centinaia di studi che dimostrano la relazione tra fitofarmaci e incidenza dei linfomi, ma finora nessuno si era occupato di analizzare i terreni nel corso degli anni. Il nostro obiettivo è quello di pubblicare il lavoro entro l’estate, contribuendo a dare suggerimenti su quali colture e quali strumenti utilizzare in agricoltura»

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