[04/10/2007] Rifiuti

Termometri al mercurio fuorilegge in Ue dall´aprile del 2009

BRUXELLES. La Commissione europea mette al bando i termometri per la misurazione della temperatura corporea, i manometri, i barometri, sfigmomanometri, termometri diversi da quelli per la misurazione della temperatura perché pericolosi e dannosi per l’ambiente e la salute umana. Pubblicata ieri in gazzetta ufficiale europea la direttiva 2007/51/Ce, dispone nuove restrizioni alla commercializzazione di alcune apparecchiature di misura contenenti mercurio.

A partire da oggi quindi gli Stati membri hanno tempo 12 mesi per conformarsi alla nuova disposizione, mentre dall’aprile del 2009 dovranno applicarla e quindi bloccare la commercializzazione di termometri per la misurazione della temperatura corporea contenenti il mercurio.

Si conclude così il percorso iniziato il 28 gennaio del 2005 quando fu insediata la commissione che ha esaminato tutti gli impieghi della sostanza ed ha portato alla decisione di introdurre restrizioni alla commercializzazione di determinate apparecchiature di misura e controllo non elettriche e non elettroniche perché costituiscono la principale categoria di prodotti contenenti la sostanza pericolosa.

Quindi sono stati decisi provvedimenti restrittivi immediati solo per le apparecchiature di misura destinate alla vendita al grande pubblico e in particolare per tutti i termometri per la misurazione della temperatura corporea. Mentre per altre apparecchiature contenenti la sostanza inquinante la commissione prevede esoneri o periodi di cessazione della vendita graduali, come per esempio per le apparecchiature di misura risalenti a più di 50 anni fa che riguarda quindi oggetti di antiquariato o i beni culturali definiti da apposito regolamento comunitario. Anche per quanto i barometri viene previsto un ulteriore periodo di cessazione graduale dell’immissione sul mercato, in modo da permettere ai produttori di adeguare le loro imprese alle restrizioni e di passare alla produzione di barometri senza mercurio. Oggi infatti i barometri al mercurio sono prodotti soltanto da poche piccole imprese specializzate e sono venduti al grande pubblico principalmente come oggetti decorativi. Ecco dunque che la presente direttiva limita solo l’immissione sul mercato di apparecchiature di misura nuove e non la vendita di seconda mano o di apparecchiature già in uso.

Allo scopo di limitare il più possibile le emissioni di mercurio nell’ambiente e per assicurare l’eliminazione graduale delle restanti apparecchiature di misurazione nell’uso industriale e professionale (specialmente degli sfigmomanometri nelle cure sanitarie), la Commissione sa perfettamente che sarà necessario esaminare la disponibilità di alternative affidabili e più sicure che siano tecnicamente ed economicamente realizzabili. Per esempio nel caso degli sfigmomanometri utilizzati nelle cure sanitarie, saranno consultati gli esperti del settore medico per affrontate adeguatamente le esigenze della diagnosi e della cura di specifiche condizioni cliniche.

Quindi, l’introduzione delle restrizioni alla commercializzazione impedirebbe al mercurio di entrare nel flusso dei rifiuti, comportando benefici per l’ambiente e, a lungo termine, per la salute umana. Ma non solo.
L’attuale disparità tra le leggi o i provvedimenti amministrativi adottati dagli Stati membri in merito a restrizioni al mercurio contenuto in diverse apparecchiature di misura e controllo potrebbero – così come afferma la Commissione Ue - creare ostacoli al commercio, falsare la concorrenza nella Comunità e in tal modo avere un impatto diretto sulla realizzazione e sul funzionamento del mercato interno. Ecco dunque che la Comunità europea ha ritenuto necessario ravvicinare le leggi degli Stati membri nel settore delle apparecchiature di misura e controllo introducendo disposizioni
armonizzate su tali prodotti contenenti mercurio. E tutto al fine – così come si legge nella stessa direttiva - di preservare il mercato interno, assicurando nel contempo un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.
E questa è l’ennesima dimostrazione di quanto siano intimamente intrecciate le questioni economiche e quelle ambientali e di come sia possibile indirizzare il mercato attraverso le leggi, che dunque possono essere un mezzo appropriato per orientare verso la sostenibilità.

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