[04/10/2007] Parchi

Gli amari auguri di Legambiente al parco dell’Asinara

ROMA. Buon compleanno al Parco dell´Asinara! Facciamo gli auguri da queste pagine perché le associazioni ambientaliste non sono state invitate alla celebrazione di questi giorni per i dieci anni di un parco che pure abbiamo contribuito, non poco, a costruire. Eppure dieci anni fa eravamo noi, non altri, ad animare il dibattito, a definire il difficile percorso per conquistare il consenso degli amministratori locali, ma prima ancora dei cittadini, dei pescatori, degli abitanti di Stintino e di Porto Torres. Non sarà difficile trovare testimonianza delle decine di iniziative che Legambiente ha fatto per giungere all´istituzione del Parco dell´Asinara: i convegni, gli incontri, le riunioni per convincere i pescatori e poi le campagne di pulizia dei fondali, gli appuntamenti di volontariato ambientale sull´isola. E ancora i primi sbarchi a Cala d´Oliva con Goletta Verde quando ancora il carcere era in funzione e noi per primi costringevamo a ragionare di un futuro in cui sarebbe stato possibile a chiunque, non solo a detenuti e guardie carcerarie, mettere piede sull´isola. Il parco avrebbe liberato finalmente quel territorio, avrebbe spazzato via vincoli e filo spinato, un parco che finalmente apriva e non chiudeva.

Una festa a numero chiuso, come quella di questi giorni, ci sembra francamente un passo indietro. E discutibile é anche l´idea di limitare gli inviti solo ai livelli istituzionali (i presidenti di parco, gli amministratori.), come se la società civile, le associazioni ambientaliste in questo caso, non avessero diritto di cittadinanza. I parchi sono prima di tutto i parchi dei cittadini, ed é grazie a questo assunto che si e´ potuto vincere il sospetto nei confronti di un sistema altrimenti condannato alla burocrazia, al principato, all´istituzione lontana dal territorio e da quanti ci vivono. Perdere di vista quest´assunto e´ pericoloso, rischia di allungare drammaticamente la distanza fra l´isola dell´Asinara e la terraferma, rischia di confinare il parco in un territorio di presidenti, direttori e onorevoli, e che si ritrova deserto quando questi andranno via.

I parchi, lo diciamo ancora una volta, sono i parchi dei cittadini, degli agricoltori, dei pescatori, dei naturalisti, delle associazioni ambientaliste e di quanti altri con le loro iniziative e i loro progetti hanno animato questi territori. Il resto è amministrazione, utile finché non diventa burocrazia.
Ancora tanti, tanti auguri!

*rispettivamente Responsabile aree protette nazionale Legambiente
e Presidente regionale Legambiente

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