[14/03/2006] Rifiuti

Raccolti, triturati e poi venduti: ecco il viaggio dei nostri tappi

LIVORNO. Massimo Iacoponi, direttore della Galletti Ecoservice, tiene stretta fra la mani una «bolla» delle Poste. «L´ha mandata una signora di Palermo. E´ un pacco celere che conteneva quasi 3 chili di tappi di plastica. Ha speso 8 euro per la spedizione, ma ha voluto mandarli ugualmente, alla chiesa di Santa Croce di Rosignano che poi ha provveduto a farceli avere».

La voglia di partecipazione al progetto «Dall´acqua per l´acqua» si misura anche da questi piccoli episodi. A Iacoponi, però, abbiamo chiesto come la Galletti Ecoservice ricicla il materiale raccolto. «Abbiamo un impianto - spiega - in grado di triturare la plastica riducendola in scaglie da 12 millimetri».

E da qui la plastica che fine fa?
«Viene inviata ad aziende che provvedono allo stampaggio di prodotti».

Quindi i nostri tappi diventano... che cosa?
«Ad esempio vasi da fiori, o altri oggetti di arredo».

E´ una filiera che si chiude in Italia o sono aziende straniere quelle che producono questi oggetti in plastica riciclata?
«Si tratta di imprese italiane».

Perché è così facile avviare al riciclo questa plastica?
«Perché si tratta di plastica ben definita. I tappi sono tutti realizzati con lo stesso materiale».

Capitano inconvenienti nel vostro lavoro di selezione dei tappi?
«A volte sì. Succede che si trovano anche tappi di sughero, interi sacchetti di tappi di sughero. Invece deve essere chiaro che questo progetto si basa sulla raccolta dei tappi di plastica».

E´ possibile ipotizzare di realizzare qui a Livorno, in futuro, gli oggetti in plastica riciclata che si ricavano dai tappi triturati?
«Certo, ma per farlo sarebbe necessario incrementare i volumi di materiale. Arrivando a 500 chilogrammi all´ora per 365 giorni all´anno».

E´ un obiettivo realizzabile?
«E´ difficile dirlo. Di certo, stiamo ricevendo segnali positivi in termini di ampliamento della raccolta, anche da città come Torino e Milano che contribuiscono a ritmi molto alti».

Qualche anticipazione sui dati del 2006?
«Nei primi due mesi dovremmo essere attorno alle 14 tonnellate al mese».

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