[03/10/2007] Trasporti

Tramvia fiorentina. sindrome nimby, e necessità di accelerare

FIRENZE. Non passa giorno che sulle cronache locali non si leggano notizie legate alla vicenda della tramvia di Firenze. L’ultimo fatto di cronaca riporta azioni scomposte degli oppositori alla tramvia durante la seduta del consiglio comunale con intervento dei vigili urbani che chiedevano i documenti ad alcuni partecipanti. Fatto questo che ha suscitato proteste e indignazione da parte dei consiglieri di minoranza, ma anche da parte di gruppi che appoggiano la giunta fiorentina.

Una vicenda questa della tramvia che mette in evidenza la difficoltà sempre più emergente di impostare percorsi di partecipazione volti alla soluzione dei problemi piuttosto che alla loro negazione.
In cui si creano situazioni di arroccamento su posizioni “contro”, da parte di gruppi di cittadini che coinvolgono poi nei fatti anche le rappresentanze istituzionali, creando situazioni che si ingarbugliano anziché dipanarsi. E in cui spesso si perde di vista l’obiettivo finale che, nel caso specifico della tramvia, dovrebbe essere quello di garantire una migliore mobilità ai cittadini di Firenze e un’aria con una concentrazione inferiore di inquinanti dannosi per la salute.

Quindi un obiettivo difficilmente contestabile di per sé, su cui si
può (o meglio si poteva) entrare nel merito di come realizzarlo, ma non contestarlo a prescindere.

Eppure, come si legge nel blog dei comitati contro, la contestazione c’è perché : “Il "sistema" vuole toglierci la nostra libertà, la nostra fiorentinità in un mondo basato sull´ignavia.”

E’ possibile ricondurre a un risultato positivo tutta questa vicenda? Lo abbiamo chiesto all’assessore all’ambiente del Comune di Firenze, Claudio Del Lungo.
«Io credo che la cosa migliore sia quella di accelerare i tempi per la realizzazione delle tre linee della tramvia. Perché uno dei problemi che hanno determinato tutta questa storia è senza dubbio quello dei ritardi con cui è andato avanti il progetto. La prima linea doveva essere completata da un mese e invece ce ne vorranno ancora almeno 15 per vederla realizzata. E d’altra parte mi duole dire che, da questo punto di vista, la legge Merloni non risolve i problemi per cui era stata pensata».

Cioè lei dice che sono i ritardi che hanno fatto acuire la situazione?
«Della tramvia a Firenze se ne parla dal 1993 e senza dubbio più che allunghi i tempi e più le polemiche si alimentano. Ma se qualcuno pensa davvero che sia una parte maggioritaria dei cittadini di Firenze ad essere contrario a quest’opera, si sbaglia di grosso, perché per i fiorentini il tram è nella loro storia. Comunque lo vedremo con il referendum».

E se con il referendum vince il no, che conseguenze avrà?
«Io dubito che vinca il no, perché un referendum per la tramvia c’è già stato a Firenze e si è espresso favorevolmente. Comunque non avrà conseguenze sulle opere. E questo chi lo ha promosso lo sapeva benissimo. E’ stata evidentemente una operazione politica della destra, che vorrei ricordare un tempo era favorevole alla tramvia, per creare un attacco alla giunta di centrosinistra».

Ma tra gli oppositori ci sono anche persone e gruppi vicini alla giunta o che comunque hanno appoggi da parte di alcune componenti politiche che stanno in giunta. Gli amici di Grillo ad esempio sono contrari alla tramvia.
«In realtà si sta dando peso a personaggi non rilevanti che non rappresentano niente e nessuno se non se stessi. I blog sono liberi e ognuno può scriverci sopra quello che gli pare. Ma dubito che Grillo che è anzi un sostenitore di mezzi pubblici non inquinanti possa essere contrario alla tramvia».

Malumori però ci sono stati anche da parte di altri dell’area di sinistra.
«Rifondazione che sta fuori dalla giunta partecipa comunque ai lavori dell’Unione e ha sollevato il problema della partecipazione e dei tempi. Ma sulla partecipazione credo che siano i numeri a parlare: abbiamo fatto 93 incontri e dibattiti pubblici, comunicati, consigli comunali. Non credo che sia mancata la possibilità di partecipare e di avere informazione da parte dei cittadini. Sui tempi hanno ragione».

A proposito di consigli comunali, l’ultimo ha lasciato degli strascichi non troppo belli
«C’è stata una gestione del Consiglio comunale effettivamente problematica. Il presidente del Consiglio non doveva consentire che venisse meno il rispetto delle istituzioni così come è avvenuto. Comunque si dovrà chiarire il comportamento del comandante dei vigili urbani, anche se ha agito nel pieno delle facoltà che il suo ruolo gli riconosce. Comunque i documenti sono stati chiesti fuori dall’aula, e nessuno è schedato come è stato detto».

Comunque sia anche questo è un segnale della difficoltà a trovare una strada per arrivare ad uno sbocco positivo della situazione, non crede?
«Sì non c’è dubbio. Per questo dico che bisogna accelerare i tempi, perché le polemiche si accrescono man mano che i tempi si allungano. E chi è contrario a prescindere tanto non lo convincerai mai».

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