[03/10/2007] Consumo

Baronti: «Fornire ai consumatori l’autonomia per scegliere i prodotti meno impattanti»

LIVORNO. In questi giorni si susseguono i convegni e le iniziative inserite nella manifestazione “La Toscana del consumatore”, che giunta alla sua quarta edizione, punta quest’anno a una svolta in direzione della sostenibilità. Ne parliamo con il neoassessore regionale Eugenio Baronti (Nella foto), che ha ricevuto dal presidente Martini le deleghe a ricerca, università, casa e politiche per la tutela dei consumatori.

Quali sono le iniziative cardine di questo evento?
«Il 13 ottobre è in programma la giornata conclusiva a Pisa con il percorso del gusto che metterà in campo ovviamente tutti i prodotti tipici della nostra zona. Ma tra i molti contenuti di questa manifestazione ci sono molte tematiche legate all’ambiente, a partire dalla tutela della biodiversità e dallo sviluppo di un modo di consumare più critico e sostenibile».

Come pensate di far diventare il consumo più critico e sostenibile?
«Proprio ieri ho partecipato al tavolo regionale dei consumatori utenti e abbiamo affrontato quest’argomento: la necessità cioè di affermare modelli di consumo sostenibili, partendo da un’opera di informazione e di consapevolizzazione. L’obiettivo che ci siamo dati infatti è quello di fornire ai cittadini l’autonomia per poter scegliere il prodotto che ha minori impatti ambientali e sociali: quindi educare sul tema della riduzione degli imballaggi, e della loro riciclabilità, ma anche sull’importanza della filiera corta per evitare costi ambientali ulteriori derivati dai viaggi delle merci. Questa educazione sarà indirizzata anche verso il risparmio di energia con iniziative ad hoc»..

Non pensa che sul risparmio di materia (per esempio per gli imballaggi) e quindi sulla produzione di rifiuti, ci sia ancora molto da lavorare e che forse potrebbe anche essere opportuno coinvolgere il mondo della grande distribuzione?
«Stiamo lavorando per realizzare accordi di programma con la grande distribuzione per generalizzare nuove pratiche di consumo più sostenibile che sono già state avviate in varie parti d’Italia e che speriamo di portare anche da noi. Penso per esempio a reparti dove si vendono prodotti alla spina che in Toscana per ora sono limitati a singole e sporadiche iniziative di qualche supermercato. Lavoreremo anche sulla filiera corta ma ritengo che comunque sia fondamentale prima di tutto educare la gente, perché solo aumentando la consapevolezza e responsabilizzando il consumatore si innescherà un processo virtuoso che coinvolgerà anche produzione e distribuzione. Perché purtroppo oggi quello che manca è il link con la questione rifiuti, che è considerata una cosa a sé, e che invece è fortemente legata al modo di produrre e di consumare. Noi vogliamo andare in questa direzione perché è fondamentale il contributo che possiamo dare per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 15% dei rifiuti che si è dato la Regione».

Talvolta si dice che consumatori e ambientalisti non vadano troppo d’accordo. E l’accusa che spesso viene rivolta ai consumatori è quella di impegnarsi per ottenere prezzi più convenienti al fine di poter consumare di più. Che cosa ne pensa?
«Credo che in questi ultimi due tre anni al situazione sia molto cambiata, la diffidenza iniziale è venuta meno e l’ho potuto constatare direttamente anche nel corso della riunione di ieri. Ho trovato un forte consenso e in tutti c’era la consapevolezza che è fondamentale agire sul fronte del consumo critico. Tra l’altro è uscito proprio in questi giorni un bando per le scuole di ogni ordine e grado per progetti legati all’educazione alimentare dei giovani e le associazioni di consumatori sono pronte a fare la loro parte per contribuire a costruire questa consapevolezza».

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