[03/10/2007] Comunicati

Turismo carbon free e interattivo per rispondere al global warming

LIVORNO. Destinazioni turistiche carbon free e strumenti interattivi di cyberturismo per progredire sulla strada di misure coerenti e che servano davvero a raccogliere la sfida del cambiamento climatico, sono i due temi affrontati dalla seconda Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici che si conclude oggi a Davos, in Svizzera.

L’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) lancia un appello a tutti i protagonisti del settore turistico, privati e pubblici, perché tengano conto dell’ormai ineludibile fattore del global warming al momento di prendere decisioni e fare progetti, e preconizza misure di adattamento ai cambiamenti climatici e d’attenuazione degli effetti che siano immediatamente anche impegni in favore della riduzione della povertà estrema e per incoraggiare lo sviluppo sostenibile, o meglio durabile, due degli Obiettivi del millennio per lo sviluppo dell’Onu.

Sembra quasi un controcanto a quanto sta succedendo, ormai tra il disinteresse generale, visto che i “grandi” hanno già parlato, all’Assemblea generale delle Nazioni Umite a New York dove i rappresentanti di piccoli stati insulari e costieri, quasi sempre esotiche destinazioni turistiche, definiscono «Scioccante sul piano morale e pericolosi il disequilibrio e le ineguaglianze del commercio internazionale e della gouvernance finanziaria, che mantengono nella povertà e nell’insicurezza milioni di persone».
Le piccole isole sono spaventate dall’innalzamento inesorabile del mare e dall’impossibilità di mettere in opera strutture e misure di cui non possono reggere i costi. Il presidente delle Isole Marshall, Kessai Note, ha detto che il suo «Paese è preoccupato, o piuttosto terrorizzato, per la questione della propria sopravvivenza» ed ha chiesto che l’Onu prenda misure urgenti per porre un termine alla distruzione generata dal riscaldamento climatico. Il primo ministro delle Isole Mauritus, Navinchandra Ramgoolam, si è detto «favorevole ad un approccio comune ma differenziato ai cambiamenti climatici» ed ha chiesto «la messa in campo di un fondo speciale per le piccole isole, al fine di permettere loro la messa in opera di misure d´adattamento equivalenti a quelle adottate nel quadro del Fondo speciale per i Paesi meno avanzati previsto dal Fondo mondiale per l’ambiente».

Insomma nei paradisi turistici da cartolina e viaggi di nozze aumenta la consapevolezza del cambiamento climatico e che le soluzioni possono essere trovate attraverso strumenti che evidenzino destinazioni, attività e comportamenti concretamente “climate friendly”, verso cui si orienterà sempre di più una buona fetta di flussi turistici. Anche per questo da Davos arriva la notizia dell’istituzioni dell’ Unwto eTourism Climate Change Award, un premio che mette in risalto il collegamento tra turismo, risposte al cambiamento climatico e tecnologia avanzate di comunicazione e informazione. Si tratta di uno dei risultati ppratici della inoltre fra i risultati pratici della partnership pubblico-privato che l’Unwto ha sottoscritto con Microsoft , un riconoscimento alle migliori buone pratiche per contrastare il global warming e stimolare l´innovazione ed il cambiamento di comportamenti di fronte ai cambiamenti climatici.

L’edizione pilota di questo premio sarà organizzata dalla Canadian tourism commission’s “Canada-e-Connect “ nel corso della prima eTourism Strategy Conference & eTourism che si terrà a Vancouver dal 7 al 9 novembre. Ma, al di là dei premi, l’industria turistica deve prepararsi ad un possibile cambiamento nelle richiesteturistiche come risposta al cambiamento climatico. I trasporti danno uno dei maggiori contributi al riscaldamento globale, e l’aumentata consapevolezza di questo fenomeno potrebbe indurre i turisti a passare dai viaggi su lunga distanza a quelli più corti. Spostamenti di flussi che potrebbero nuocere ai Paese meno sviluppati, la maggior perte dei quali dipendono fortemente dalle entrate turistiche: «46 dei 49 più poveri paesi del mondo – spiega l’Unwto - contano sul turismo internazionale come loro fonte primaria di entrate di valuta estera».

Durante la Conferenza di Davos lo Sri Lanka ha annunciato l’iniziativa “Earth Lung – Carbon Free Sri Lanka” come risposta politica concreta che rappresenta un ponte tra la consapevolezza ambientale e il potenziale di sviluppo turistico di un piccolo Paese che dipende economicamente dai viaggi turistici su lunghe distanze. L’ex Ceylon non può permettersi di perdere entrate economiche vitali e quindi punta a diventare la prima grande destinazione turistica “carbon neutral” , usando anche la foresta tropicale per immagazzinare grandi quantità di CO2, per diventare così un “polmone della terra” per il turismo. Ad aiutare Sri Lanka nell’impresa saranno la Land Use, Land Use Change & Forestry insieme al Carbon Offset Programs. “questa iniziativa ha un valore sia reale che simbolico – spiega il vicesegretario generale dell’Unwto, Geoffrey Lipman – e noi speriamo che altri Paesi e stakeholders si uniscano alla Earth Lung Community per realizzare una struttura globale che contribuirà alla risposta generale dell’Onu al cambiamento climatico».

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