[02/10/2007] Parchi

Crescono i parchi latinoamericani

LIVORNO. E’ iniziato il 30 settembre a San Carlos de Bariloche, nel sud dell’Argentina, e durerà fino al 6 ottobre, il secondo Congresso latinoamericano dei parchi e delle altre aree protette e le prime notizie che arrivano sono confortanti: negli ultimi 10 anni si è quasi duplicata la superficie delle aree protette in America latina ed è molto aumentata la partecipazione delle comunità locali alla loro salvaguardia e gestione. Non calano però esplorazione e sfruttamento degli idrocarburi, l’espansione dell’agricoltura e lo sviluppo di grandi infrastrutture che minacciano gli sforzi di conservazione e rischiano di compromettere le politiche di sviluppo sostenibile che alcuni Paesi cercano faticosamente di mettere in piedi.

Dopo l’ultimo Congresso del 1997 a Santa Marta, in Columbia, si è avuto un «incremento sostanziale» della superficie protetta: da 160 milioni ad oltre 300 milioni di ettari, oltre il 10% dell’intera ecoregione del “Neotropico” che si estende dal sud del Messico ed include America Centrale, Carabi e Sud America, nel 1992 le aree protette dell’America latina non raggiungevano i 120 milioni di ettari.

Tutti i paesi latinoamericani superano quindi lo standard internazionale del 10% di territorio protetto, Brasile ed El Salvador hanno raddoppiato le aree protette negli ultimi 10 anni ed il Venezuela ha addirittura il 66% del proprio territorio sotto protezione ambientale, ma anche Guatemala e Panama sono ai vertici mondiali con oltre il 30% di territorio compreso in parchi e riserve naturali.

L’America latina sta quindi partecipando più attivamente di quanto si creda alla tutela della biodiversità, anche con 2.296 aree private o comunitarie che proteggono quasi tre milioni di ettari e con i corridoi ecologici che mettono in contatto parchi e riserve, anche se il loro sviluppo stenta.

Meno numerose le aree marine protette ed i parchi marini e costieri, anche se Cuba è all’avanguardia in questo settore e se zone marine protette, anche di notevoli dimensioni, esistono già in Cile, Guatemala e Repubblica Dominicana, mentre l’Argentina ne sta realizzando altre e diversi Paesi le hanno in agenda.
Qul che manca sono i reali controlli, visto che, messi tutti insieme i parchi latinoamericani, si avrebbe un guardaparco ogni 30 mila ettari, cioè per un territorio più grande del parco dell’Arcipelago toscano, che sale ad 1 ogni 111 mila ettari in Brasile, mentre nel piccolo El Salvador cala ad 1 guardaparco ogni 350 ettari. Tutti ammettono che è arrivato il momento di aumentare le dotazioni dei parchi e di dotarsi di personale specializzato ed e ben equipaggiato, anche per far fronte e dare servizi ad un turismo ecologico in grande crescita nelle aree protette negli ultimi 5 anni.

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