[01/10/2007] Trasporti

Tramvia, Del Lungo: «Per le tre linee saranno abbattute 697 piante a fronte di 1110 reimpianti»

LIVORNO. Prima dell’atteso consiglio comunale in corso questo pomeriggio a Firenze, l’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo ha ribadito in mattinata che «Per le tre linee di Tramvia saranno abbattute 697 piante a fronte di 1110 reimpianti».
L’assessore ha convocato la stampa anche e soprattutto per annunciare che saranno i cittadini a scegliere il tipo di alberi di viale Morgagni. I reimpianti cominceranno a novembre ed entro marzo ci saranno 48 nuove piante, 30 nel tratto sinistro del viale fra via Cisalpino e Careggi e 18 sul lato destro da via Cisalpino alla scuola Matteotti. E saranno proprio i residenti attraverso una consultazione a scegliere quali alberi preferiscono fra il tiglio, la quercia e il frassino. «Le piante che abbiamo proposto - ha detto l´assessore Del Lungo- sono frutto di una soluzione tecnica della Direzione ambiente che in base alla disponibilità dei vari vivai ha optato fra queste tre specie, le più adatte a stare su quel viale cittadino».

Oltre che degli alberi in viale Morgagni l´assessore all´ambiente ha parlato anche – come detto - della situazione delle alberature in relazione alla tramvia. In dettaglio per la linea 1 sono previsti 500 reimpianti a fronte di 214 abbattimenti, per la linea 2 i reimpianti saranno 195 (192 gli abbattimenti e per la linea 3 si parla di 415 reimpianti e 291 abbattimenti.
Ma vediamo la soluzione per viale Morgagni. Per segnalare la propria pianta preferita, bisogna mettere una crocetta vicino all´albero scelto o per via telematica nella home page del Comune (www.comune.fi.it) o su una scheda cartacea reperibile presso la sede del quartiere 5. La consultazione si terrà da oggi al 10 ottobre.

Le piante che verranno reimpiantate in viale Morgagni avranno una circonferenza del fusto superiore a 30 cm dimensione massima per garantire al trapianto una buona percentuale di successo. L´assessore Del Lungo ha precisato che alberi di dimensioni maggiori possono soffrire eccessivamente a seguito del trapianto (anche con la preparazione preliminare effettuata in vivaio) e subire pesanti choc vegetativi (stasi vegetativa prolungata o la morte nei casi peggiori). I reimpianti avverranno durante il periodo autunnale e invernale su un letto di terriccio idoneo a favorire lo sviluppo radicale e saranno assistite, soprattutto nel primo anno, con periodiche annaffiature.

«E´ normale - ha aggiunto Del Lungo- prevedere nel primo anno dal trapianto un rallentamento dello sviluppo vegetale dei rami, a seguito del cambiamento dell´habitat, che dovrebbe essere superato nel secondo anno con un adeguato accrescimento delle dimensioni e della chioma».

L´assessore Del Lungo ha chiarito ulteriormente la situazione delle alberature restanti sul viale Morgagni, la maggior parte delle quali è malata e in uno stato di salute non ottimale. «65 di questi alberi - ha precisato Del Lungo - sono in classe b e altri in classe c e quindi da abbattere subito». La classificazione è stata fatta dalla ditta Ciclat che si è occupata del censimento degli alberi cittadini. Quelli che risultato malati vengono classificati con una ´b´, mentre in classe ´c´ ci sono quelli a rischio di caduta e dunque da abbattere subito. Molte della malattie sono causate dai funghi che facilmente penetrano nei tronchi a causa delle ´ferite´ che costantemente vengono inferte agli alberi dalle macchine che parcheggiano vicino.

Una risposta dunque anche al Wwf Firenze che, ribadendo che «la tramvia avrà certamente un impatto positivo sul traffico e ci sembra poco sensato discutere se essa vada fatta o no», chiedeva lumi circa le ipotesi portate avanti da associazioni e comitati sulla possibilità di salvaguardare le alberature di Viale Morgagni e via dello Statuto. «La maggior parte di esse – sosteneva il Wwf - è in buono stato di salute e la loro sostituzione può essere compiuta nei prossimi 100 anni, non certo in una stagione». Ma Del Lungo, come detto, sostiene il contrario.

A di là del merito (alberi malati o non malati), riteniamo che a maggior ragione se sarà rispettato il piano dei reimpianti, l’operazione tramvia porterà benefici tali che il gioco possa valere la candela. Che non significa tout court che con la tramvia Firenze non avrà più alcun problema di mobilità o di inquinamento dell´aria, ma che con questa opera si comincerà ad agire in modo concreto per raggiungere questi obiettivi. Chi dice che la tramvia non va bene perché appunto non sarà risolutiva (cosa che nessuno sostiene) dovrebbe spiegare anche quale sarebbe l´alternativa. La mobilità sostenibile non può non passare da un miglioramento del settore del trasporto pubblico.

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