[01/10/2007] Urbanistica

Il procedimento di Via deve procedere l’autorizzazione dell’opera

LIVORNO. Le prescrizioni conseguenti alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) sulle opere pubbliche devono essere recepite nel progetto definitivo. Lo stabilisce il Tar dell’Emilia Romagna con sentenza del 26 settembre 2007 per l’annullamento delle delibere della giunta comunale di riapprovazione del progetto definitivo e di approvazione del progetto esecutivo dell’asse stradale Pedagna nel comune di Imola.

Nel luglio 2002 il comune di Imola ha sottoposto il progetto di costruzione dell’asse stradale alla procedura di Via e la Giunta provinciale ha subordinato il proprio parere favorevole al rispetto di numerose prescrizioni. Ma dopo circa due anni il comune riapprovava senza le prescrizioni il progetto, riservandosi di recepirle nel progetto definitivo.

La normativa sulle opere pubbliche (Legge Merloni) prevede che nella realizzazione delle opere venga rispettato il principio dei tre livelli di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva. I tre tipi di progettazione hanno una definizione tecnica crescente e molteplici effetti: il triplice livello non può subire accorpamenti o contrazioni di sorta nè alterazioni.

Il progetto definitivo individua i lavori da realizzare e va corredato degli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni, approvazioni e in particolari deve contenere lo studio di impatto ambientale. Il progetto esecutivo invece, ha la funzione di determinare il dettaglio dei lavori da realizzare, il relativo costo e non può, quindi, operare delle modifiche, ma eseguire soltanto quello che è previsto nel progetto definitivo.

La Via dell’opera nella zona Pedagna richiedeva un adeguamento organico del progetto per raggiungere elementi di maggiore sostenibilità in termini di funzionalità, impatto e costi. Richiedeva poi la riduzione della carreggiata, la riduzione della capacità complessiva dell’intero tracciato e la sostituzione, ove possibile, delle rotatorie a livelli sfalsati previste dal progetto con rotatorie a raso e tante altre.

Tale modifiche dovevano essere recepite nel progetto definitivo ma, in realtà non lo furono: la riapprovazione si preoccupò degli aspetti incidenti sulle dimensioni delle aree da espropriare e non dei contenuti progettuali dell’opera completamente modificati a seguito delle prescrizioni conseguenti alla procedure di Via.
Tutto questo dunque, non solo ha costituito una violazione delle norme che disciplinano i tre livelli di progettazione delle opere pubbliche ma ha anche inciso sugli interessi dei cittadini ricorrenti perché di fatto ne ha precluso il controllo e la verifica del recepimento delle prescrizioni.

Viene dunque, riaffermato il valore preventivo della procedura di valutazione ambientale.

La Via comporta una considerazione unitaria del bene giuridico ambiente accogliendo una visione dello stesso non più settoriale ma integrata: la procedura esige che ai giudizi analitici si aggiunga un giudizio di insieme che consideri l’entità complessiva delle alterazioni ambientali.

Il procedimento di Via deve procedere l’autorizzazione dell’opera e al momento della realizzazione dell’opera devono essere rispettate le prescrizioni: non ha senso il rispetto della procedura amministrativa se poi i risultati dello studio di impatto ambientale non vengono rispettati. (e.s.)

Torna all'archivio