[01/10/2007] Acqua

Nuovo provvedimento Ue sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento

LIVORNO. Termini certi per un rapido adeguamento alla normativa comunitaria in materia di tutela dei corpi idrici sotterranei: è una delle novità del disegno di legge comunitaria 2007 approvata in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 25 gennaio scorso, già approvato dal Senato e in attesa del placet della Camera dei Deputati.

A partire dall’entrata in vigore della legge, il Governo è delegato ad adottare il decreto legislativo necessario per attuare le disposizioni della direttiva 2006/118/Cee. L’esecutivo ha tempo fino il 16 gennaio 2009 per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi.

La direttiva sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento affianca la direttiva quadro 2000/60/Ce - sempre sulla protezione delle acque - e aggiunge i criteri per la valutazione del buono stato chimico dei corpi idrici, l’individuazione e l’inversione delle tendenze dell’aumento dell’inquinamento, la limitazione degli scarichi indiretti.

Le acque sotterranee sono una preziosa risorsa naturale da proteggere in quanto tale dal deterioramento e dall’inquinamento chimico. E ciò è particolarmente importante sia per gli ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee sia per l’approvvigionamento di acqua destinata al consumo umano.

Le acque sotterranee nei corpi idrici utilizzati per l’estrazione di acque potabili o destinante a tale uso futuro devono essere protette per evitare, non solo il loro deterioramento, ma anche la riduzione del livello della depurazione necessaria alla produzione di acque potabili. Il sesto programma d’azione europeo in materia di ambiente infatti, comprende l’obiettivo di raggiungere livelli delle qualità delle acque che non presentano impatti o rischi significativi per la salute umana e per l’ambiente attraverso misure necessarie per evitare, prevenire o ridurre le concentrazioni dannose di inquinamenti nocivi.

Attraverso cioè, l’adozione di misure di controllo compresi criteri per valutare il buono stato chimico dei corpi idrici sotterranei. Dovrebbero essere stabiliti - come criteri comunitari per la valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei - norme di qualità e di commercio per i nitrati, i prodotti fitosanitari e i biocidi e dovrebbe essere rispettata la coerenza con la normativa comunitaria relativa all’immissione alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. In talune zone dunque, la protezione delle acque sotterranee potrebbe richiedere una modifica delle prassi agricole o forestali suscettibile di comportare una perdita di reddito, ma la politica agricola comune prevede meccanismi di finanziamento per attuare misure volte a garantire il rispetto degli standard comunitari, nello specifico attraverso sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Fears) Con riferimento alle misure di protezione delle acque sotterranee sarà, dunque, responsabilità dello Stato individuare le proprie priorità e i propri progetti.

Quindi, gli Stati membri per adattarsi alla normativa comunitaria dovrebbero stabilire criteri per individuare qualsiasi tendenza significativa e duratura all’aumento delle concentrazioni di inquinanti oltre che i criteri per determinare il punto di partenza per l’inversione di tendenza, tenendo conto della probabilità di effetti negativi sugli ecosistemi acquatici associati o sugli ecosistemi terrestri che ne dipendono. E là dove è possibile dovrebbero applicare le procedure statistiche, purché esse rispettino le norme internazionali e contribuiscano al raffronto sul lungo periodo dei risultati del monitoraggio dei vari Stati membri.

E al fine di prevenire e ridurre l’inquinamento è essenziale che vi sia una ricerca e che i lavori di ricerca, al pari della diffusione delle conoscenze, dell’esperienza al riguardo e dei risultati della stessa ricerca siano incoraggiati e finanziati.

La direttiva quindi, non fa altro che implementare le misure di controllo già previste dalla direttiva quadro recepita nel testo unico ambientale.

Il Codice ambientale ha fuso in un unico testo le disposizioni dettate per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo (L. 183/1989), quelle in materia di risorse idriche (L.36/1994); le disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (Dlgs 152/1999) e le disposizioni contenute nella direttiva che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (Direttiva 2000/60/Ce).

Ma il nuovo provvedimento comunitario sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento stabilisce un calendario di adempimenti per le Autorità nazionali che vede il primo appuntamento per il 22 dicembre 2008, data entro la quale queste dovranno stabilire dei “valori soglia”, ossia i limiti di concentrazione di un inquinante delle acque il cui superamento porterebbe a caratterizzarle come avente un cattivo stato chimico.

Come ormai è risaputo, il testo unico è oggetto di revisione dunque è auspicabile che il legislatore recepisca anche tali nuovi disposti al fine di uniformarsi con la normativa Ue onde evitare future procedure di infrazione.

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