[28/09/2007] Energia

Per Crutzen la colza è peggiore del diesel

LIVORNO. Solo ieri all’Assemblea generale dell’Onu il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva difendeva biodiesel e bioetanolo dalle critiche di Fidel Castro e li indicava come uno degli strumenti più utili e ambientalmente sicuri per ridurre i gas serra e diminuire i consumi di combustibili fossili, ma oggi arriva la notizia che una gran parte delle colture destinate alla produzione di biocarburanti negli Stati Uniti d’America e in Europa in realtà accelererebbero il riscaldamento climatico a causa dei metodi industriali agricoli utilizzati per produrli.

E a dire questa cosa che rischia di distruggere convinzioni granitiche e ulteriori progetti di espansione delle coltivazioni a scopo energetico anche in Asia ed Africa, non è una ricerca dell’ultimo scienziato arrivato, ma un rapporto di Paul J. Crutzen (Nella foto), l’olandese che nel 1995 vinse il premio Nobel per la chimica, insieme con gli americani Mario Molina e F. Sherwood Rowland, per gli studi sulla chimica dell´atmosfera, in particolare sulla formazione e decomposizione dell´ozono. Un riconoscimento assegnato per le sue ricerche fondamentali in campo ecologico.

Le scoperte del Premio Nobel rischiano di far aumentare le già presenti inquietudini sulla reale sostenibilità ambientale della produzione di biocarburanti, soprattutto per quanto riguarda l’olio di colza utilizzato in Europa, che secondo lo studio di Crutzen potrebbe generare il 70% di gas serra in più del diesel convenzionale.

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