[13/03/2006] Parchi

Lago di Porta, troppe canne fanno male ai volatili

MONTIGNOSO (Massa Carrara). Un’oasi felice a metà strada tra il mare e la montagna, una grandissima Anpil (area naturale protetta di interesse locale, nella foto) ubicata sul confine tra il comune di Montignoso e quello di Pietrasanta: la riserva naturale del lago di Porta costituisce per il territorio apuano un fiore all’occhiello dal punto di vista ambientale.

Ma il recente ed eccessivo rigoglio delle canne di lago che crescono sull’intero perimetro della palude rischia di danneggiare molte specie vegetali ed animali che solo in quel sito trovano un habitat idoneo alla sopravvivenza.

Le canne di lago, caratterizzate da tempi di crescita rapidissimi, invadono costantemente ogni specchio d’acqua presente sull’area, e la loro diffusione implica un’oggettiva riduzione delle possibilità di utilizzo delle aree umide da parte di organismi acquatici e uccelli migratori, oltre che una minore capacità di crescita della flora spontanea.

Il comitato che gestisce l’area intende procedere ad un radicale intervento finalizzato ad estirpare definitivamente le canne dall’area, ma soltanto la disponbilità economica delle province di Massa Carrara e Lucca e dei due comuni interessati potrà consentire la realizzazione dell’intervento.

Sull’area esistono comunque le condizioni ideali per la crescita e lo sviluppo di alcune piante, di numerosi piccoli invertebrati, di alcuni micromammiferi, e di un’ornitofauna estremamente varia. La riserva del lago di Porta ospita attualmente oltre 150 diverse specie di uccelli, molte delle quali universalmente considerate in via di estinzione: unica in Toscana e rara in Italia ad esempio la presenza del “tarabuso”, una specie di airone che la comunità europea ha dichiarato in via di estinzione, e che riesce a sopravvivere soltanto nelle vicinanze della palude apuana. Da anni inoltre il lago viene utilizzato per la realizzazione specifici progetti di osservazione dei movimenti migratori delle rondini.

Gli oltre 100 ettari della riserva si estendono su un territorio prevalentemente umido, da anni sede di numerosi interventi idraulici artificiali finalizzati a rendere il sito sempre più favorevole all´ insediamento di alcune specie vegetali ed animali difficilmente reperibili al di fuori dell’area.

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