[27/09/2007] Rifiuti

Revisione del Testo Unico: la delega non è scaduta

LIVORNO. Si riapre la polemica sulla revisione del testo unico ambientale: stavolta l’oggetto della discussione è la legittimità del Governo a presentare lo schema di modifica anche se i termini previsti dalla legge non sono stati rispettati. Il testo del decreto di revisione sui rifiuti e le bonifiche – quasi in dirittura di approvazione – fu presentato il 20 agosto alle Camere fuori tempo massimo dai termini stabiliti per la trasmissione al Parlamento fissati, invece per l’11 d’agosto. E ieri pomeriggio i presidenti delle due camere hanno ricevuto e trasmesso alle commissioni competenti il nuovo decreto correttivo – che comprende la materia dei rifiuti, bonifiche, Via e Vas - approvato dal Consiglio dei ministri del 13 settembre scorso, dopo il clamoroso scivolone che aveva comportato l’annullamento dell’iter del precedente decreto correttivo.

La Cdl obietta ora che i decreti presentati in ritardo dal governo sono irriproponibili perché la delega al governo è scaduta. Ma è davvero così? Il testo unico ambientale è entrato in vigore nell’aprile dell’anno scorso a seguito di un iter legislativo ben definito. La legge 308/2004 attribuiva al governo il compito di adottare entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge uno o più decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle disposizioni legislative in materia ambientale anche mediante la redazione di un testo unico. La scelta del governo fu quella di riordinare in un unico testo una serie di leggi di settore sul tema ambiente (norme sull’acqua, sul suolo, sull’aria, sui rifiuti e così via, esistenti), al fine di rendere coerenti fra loro le varie discipline e di fornire un ordine sistematico all’operatore giuridico.

Oltre a prevedere ciò la legge delega attribuì allo stesso governo la facoltà di poter modificare il testo attraverso disposizioni integrative o correttive. Un potere da esercitare entro due anni dall’entrata in vigore del testo unico. Una delega di ordine generale che fissa un inizio e una fine temporale. Cosa diversa – a parere di chi scrive - rispetto ai termini previsti per la presentazione dei vari schemi. Il non rispettare il termine dell’invio alle Camere comporta la decadenza del singolo schema e la perdita di validità delle tappe già raggiunte. Il che non comporta la scadenza della delega generale dei due anni. Il governo dunque, ha tempo fino al 29 aprile per rivedere il testo unico ambientale, pena l’applicazione delle disposizioni così come formulate nel 2006.

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