[26/09/2007] Consumo

Cereali: l’Europa azzera i limiti di semina

BRUXELLES. I ministri dell´agricoltura dell´Ue hanno approvato la proposta della Commissione di fissare a zero il tasso di ritiro obbligatorio delle superfici dalla produzione per le semine dell´autunno 2007 e della primavera 2008. Una modifica resa obbligatori dalla sempre più difficile situazione del mercato dei cereali e già annunciata a luglio dal commissario Fischer Boel.

Il raccolto Ue del 2006 è stato di 265,5 milioni di tonnellate, con una vistosa diminuzione e una riduzione delle scorte al termine della campagna di commercializzazione 2006/2007 e i prezzi hanno raggiunto livelli elevatissimi. Le scorte d´intervento sono passate dai 14 milioni di tonnellate dell´inizio del 2006/2007 a circa 1 milione di tonnellate. Il sistema aveva però prodotto effetti benefici sull´ambiente che l’Ue vuole salvaguardare: «Fissare a zero il tasso di ritiro – sottolinea la Commissione - non significa obbligare gli agricoltori a coltivare tutte le proprie terre: essi possono continuare a metterle volontariamente a riposo e ad aderire a programmi ambientali».

«Sono lieta che il Parlamento europeo e i ministri dell´Agricoltura dell´Ue siano riusciti ad adottare in tempi così rapidi questa decisione, che consentirà agli agricoltori di pianificare per tempo il raccolto del prossimo anno – ha detto la commissaria per l´agricoltura Mariann Fischer Boel - Si spera che la modifica introdotta consenta un aumento della produzione di almeno 10 milioni di tonnellate e allenti almeno in parte la tensione sul mercato. Il prossimo passo sarà la verifica dello stato di salute della Pac (Politica agricola comunitaria n.d,.r.), nell´ambito della quale valuteremo attentamente se il ritiro dalla produzione risulti ancora uno strumento adeguato. Ovviamente faremo in modo di mantenere le conseguenze positive per l´ambiente introdotte da questo sistema».

Intanto i prezzi dei cereali volano ed arrivano fino ai nostri forni ed raccolto 2007 risulterà minore che nel 2006 a causa di un caldo e secco aprile e delle condizioni meteorologiche avverse che hanno segnato l’Europa occidentali, mentre il sud-est dell´Ue è stato investito da ondate di calore..
«I seminativi attualmente interessati dal ritiro obbligatorio nell´Unione europea rappresentano una superficie di 3,8 milioni di ettari – spiega la Commissione Ue - Se il tasso di ritiro fosse portato allo 0%, si ritiene che una superficie compresa tra 1,6 e 2,9 milioni di ettari potrebbe essere nuovamente destinata alla produzione agricola. Tenuto conto delle rese medie, circa 10 milioni di tonnellate di cereali supplementari potrebbero essere messe in tal modo sul mercato. Qualora gli agricoltori decidessero di destinare un massimo di terreni alla produzione cerealicola a danno di altre colture, in particolare le piante oleaginose, questo quantitativo potrebbe raggiungere i 17 milioni di tonnellate».

Il ritiro delle colture per limitare la produzione di cereali è stato applicato su base volontaria dal 1988/1989, dal 1992 è diventato obbligatori. Gli agricoltori ricevono aiuti diretti in cambio della messa a riposo di una percentuale dei terreni, con la riforma del 2003 hanno ricevuto diritti di ritiro, che danno diritto a un aiuto se associati alla messa a riposo di superfici ammissibili che dal 1999/2000 sono del 10%.

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