[26/09/2007] Parchi

Firenze, ancora polemiche su caccia e pallini di piombo

FIRENZE. Aspro botta e risposta tra l’assessore provinciale all’agricoltura, caccia e pesca Pietro Roselli e il consigliere dei Verdi Luca Ragazzo sulla questione dell’utilizzo di pallini di piombo nelle zone di protezione speciale, tra cui quella del Padule di Fucecchio. «Devo ricordare – ha dichiarato l’assessore – che il consiglio, con due atti di regolamentazione sulla zona protetta di Fucecchio, ha stabilito il divieto dell’uso di cartucce di piombo per la caccia nel padule. Il piombo, infatti, provoca saturnismo negli animali. In questi due atti è stabilito che l’entrata in vigore è fissata dall’annata venatoria 2008/2009, ovvero la prossima. Per questa ragione la giunta - ha continuato Roselli - non ha potuto stabilire un indirizzo diverso, e cioè anticipare all’anno venatorio in corso il divieto dell’uso del piombo, non solo perché era stabilito in questi due atti regolamentari e di gestione approvati dal Consiglio, ma anche perché il Consiglio, così come è scritto negli atti, aveva stabilito l’entrata in vigore nel 2008/2009 in ragione del fatto che occorre un tempo tecnico per attrezzarsi, occorrono fucili diversi ed è stato ritenuto giusto e congruo stabilire il tempo necessario per permettere a chi utilizza gli appostamenti fissi per la caccia agli acquatici di attrezzarsi per l’uso delle nuove cartucce e quindi nuovi fucili».

Assolutamente non convinto della risposta, il consigliere dei Verdi fa il quadro della situazione nelle altre province: «Viene data una lettura abbastanza semplice ed immediata: avete aspettato e non avete mosso per tempo tutti i vostri meccanismi, tra cui il Presidente dell’Arci caccia, per convertire le armi che utilizzate e così anche i pallini. La maggior parte delle altre province della Toscana hanno già deciso di non utilizzare pallini di piombo. Rimane solo la provincia di Firenze e quella di Grosseto a permettere l’utilizzo dei pallini di piombo. Questo ci fa onore? Io non credo, anzi! Continuiamo a distinguerci nel peggio».

Poi Ragazzo “affonda” il colpo sui veri motivi (a suo giudizio) del mancato provvedimento «La delibera allegata al Piano di gestione per quell’area è mezza pagina. Fatta, evidentemente, per colmare la mancanza di un piano di gestione per quell’area, in modo tale da poter utilizzare il piombo e poter fare attività venatoria perché in assenza di questo sarebbe subentrata la delibera regionale che invece vieta il piombo. Un metodo che per noi ambientalisti è abbastanza sconcertante. Si fa tutto in fretta e furia pur di approvare un piano di gestione e non applicare quelli che sono gli accordi internazionali e una delibera della Regione che vieta l’utilizzo del piombo. Mi rendo conto di vivere nella provincia con il più alto numero di cacciatori d’Italia o, comunque, fra le maggiori in tutta Italia e quindi interessi elettorali e di vario tipo fanno pressione. Però addolora veramente essere, insieme a Grosseto, l’unica provincia che ha questo metodo» conclude l’esponente dei Verdi.

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