[25/09/2007] Comunicati

Quanto è lontana la Cina verde

LIVORNO. Il meeting del Green China Forum e Pan Yue , vice presidente della China’s State environmental protection administration (Sepa) annuncia che «questo non è il tempo per la Cina di lanciare nuove politiche economiche-ambientali. Molte severe politiche dovremmo attuare in un anno, dare il via a progetti pilota importanti in due anni e realizzare la struttura fondamentale per un sistema economico ambientale in Cina in quattro anni».

Questa nuova struttura statale per l’ambiente cinese dovrebbe contenere sette elementi importanti: spese per combattere l’inquinamento, commercio delle emissioni, un mercato dei capitali “verde”, esempi ecologici, tasse ambientali, commercio di merci ambientalmente sostenibili ed assicurazioni ambientali.
La Cina nel 1978 aveva già introdotto una tassa sugli scarichi inquinanti, diventata l’unica davvero applicata ampiamente nel Paese, ma il costo da pagare per chi inquina è molto basso e non tiene conto della forte crescita ed arricchimento degli ultimi anni, quindi conviene pagare e continuare ad inquinare come e più di prima.

Una nuova stretta politica dovrebbe cambiare tutto questo non solo alzando le tasse per chi inquina, ma anche stabilendo un “cap-and-trade” per il sistema delle emissioni inquinanti e climalteranti basato sulle forze del mercato che dovrebbero stanziare risorse per tutelare efficientemente le risorse naturali.
Un ostacolo importante per implementare queste politiche è rappresentato dal numero totale di permessi di emissioni rilasciati. Nel 1991, la Cina ha lanciato progetti pilota di emission trading in sei città, ma questo ha dato risultati deludenti e progressi minimi perché quasi tutto è stato controllato dalle autorità di governo, invece che dal mercato.

Un altro punto in discussione è quello del meccanismo di “compensazioni” per le aree che devono rinunciare ad una parte della crescita economica per attuare misure di protezione dell’ambiente e che dovrebbe essere applicato in riserve naturali, zone con funzioni ecologiche importanti, aree minerarie e bacini fluviali.

In Cina non mancano norme e leggi ambientali, ma la loro applicazione è scarsa, spesso ignorata dalle autorità locali e con poco coordinamento tra gli enti preposti alla difesa dell’ambiente, tanto che la stessa Sepa riconosce che la cooperazione tra i vari settori governativi è la chiave al successo di nuova struttura ambientale.

Secondo un rapporto del 2006 sull´ambiente della Cina redatto dall´Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (Ocse), la strada per il miglioramento delle politiche ambientali esistenti è ardua ma occorre ugualmente implementare l´efficacia e l´efficienza di queste leggi e regole. La Cina inoltre deve integrare meglio le preoccupazioni ambientali con le decisioni in campo economico, mentre l´ostacolo più grande alla realizzazione di politiche ambientali efficaci resta a livello locale, dove le autorità spesso non hanno nessuna capacità di monitoraggio, non svolgono controlli e non applicano le leggi vigenti.

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