[25/09/2007] Energia

Anche la Cina entra nel club della fusione atomica

LIVORNO. Mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, risponde direttamente da New York agli Usa che lo accusano di voler costruire centrali nucleari civili per sviluppare ordigni nucleari, e mentre la Russia firma un accordo per costruire tre nuove centrali atomiche in Cina, proprio da quest’ultimo Paese arriva la richiesta all’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) di approvare un accordo internazionale per la costruzione del primo reattore sperimentale di fusione nucleare al mondo.

Tang Guoqiang, rappresentante della Cina all’Onu, ha consegnato al capo dell´Aiea, Mohamed ElBaradei una lettera del presidente cinese Hun Jintao, con la quale la Cina si impegna a recepire tutte le obbligazioni necessarie ed a contribuire ala realizzazione di un progetto di reattore sperimentale termonucleare internazionale (Iter).

ElBaradei ha salutato la ricerca attiva della Cina nel campo delle tecnologie di fusione atomica, sottolineando come l’adesione di Pechino all’Accordo per stabilire l’organizzazione internazionale dell’energia di fusione ha un significato importante per la messa in campo del progetto.

Il trattato firmato nel 2006 dalla Cina nell’ambito del progetto Iter comprende anche l’Unione Europea, l’India, la Corea del Sud, il Giappone, la Russia e gli Usa. Iter è un programma di ricerca scientifica che attraverso una collaborazione multinazionale prevede un investimento di 11 miliardi di euro per trovare una soluzione sostenibile per la produzione di energia nucleare.

IL primo sito Iter verrà costruito a Cadarache, in Francia, la Cina prenderà a suo carico il 9,1% del budget totale, equivalente all’ammontare finanziario diviso tra i Paesi partecipanti, l’Unione Europea contribuirà con il 45,4% dell’intero investimento previsto.

Si tratta della speranza, per alcuni un sogno, dell’atomo pulito, ma va detto che la compagnia di aderenti appare alquanto variegata: potenze atomiche democratiche occidentali, dittature come quella cinese che prima appartenevano all’impero del male, la strana democrazia autoritaria russa, Paesi che non hanno firmato il trattato di non proliferazione nucleare come l’India e un “superstato” come l’Ue che al suo interno ha Paesi favorevoli e contrari all’energia atomica… A volte i sogni dell’energia pulita e illimitata e delle speranze tecnologiche volano davvero su strane ali.

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