[25/09/2007] Comunicati

O Sole mio.... stai in fronte all´inviato a New York o al commentatore?

LIVORNO. Il riverbero mediatico della conferenza Onu sul clima trova spazio sulla maggior parte dei quotidiani nazionali di oggi. Tra le pochissime voci fuori dal coro che ignorano l´evento, Manifesto e Giornale. Scelte forse dipese dagli orari di chiusura delle edizioni. Ma se Repubblica, per esempio, battezza per l’apertura l’appello degli europei al vertice (“Dimezzare i gas serra entro il 2050”), e altri giornali scelgono invece un’altra notizia emersa dal dibattito (“Prodi dalla tribuna Onu: l’Italia farà la sua parte”, Unità), la pagina elaborata dal Sole24Ore per ‘coprire’ l’evento lascia perplessi. Il giornale di Confindustria, infatti, dà due interpretazioni esattamente opposte sulle stesso argomento e sulla stessa pagina. Sarà un errore?

Se non è un errore ed è voluto, resta arcana la motivazione che rende di conseguenza ancor più contraddittorio il messaggio che il quotidiano economico vorrebbe lanciare. Nel pezzo di apertura, per esempio, l’attacco del corrispondente Mario Platero è inequivocabile: “La svolta, la soluzione ai cambiamenti climatici sembra davvero più vicina, almeno a giudicare l’ottimismo che si registrava ieri al palazzo di Vetro (…)». Attacco dell’analisi (articolo di spalla) di Marco Magrini: «L’ha detto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Lo ha menzionato il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso. Lo ha rimarcato il primo ministro (…). Mentre i potenti del pianeta sfilano davanti ai microfoni delle Nazioni Unite – a parole tutti concordi sui gravi rischi delle Nazioni Unite – è già chiaro che quest’anno non ci sarà nessun accordo sulle emissioni di gas-serra. E neppure l’anno prossimo».

Detto che probabilmente ha più ragione Magrini che Platero, osserviamo solo che il titolo forte è “Clima, intesa più vicina” e quello accanto è “Le grandi multinazionali non aspettano la politica”, segno che chi ha fatto i due titoli ha forse almeno tentato di mascherare l´incongruenza.

Ma andiamo avanti. «Passata la festa, da oggi, anzi da dopodomani – scrive sempre il corrispondente Platero – si tornerà al realismo dei negoziati, con il primo incontro di lavoro tecnico convocato dall’amministrazione Bush a Washington (…). Si discuterà di misurazione delle emissioni su base nazionale, che va armonizzata; di trading di emissioni; di carburanti alternativi da utilizzare. A dicembre di nuovo sotto l’egida Onu, si passerà a Bali».

Non solo, qualche riga prima si dice “i riflettori si sono spostati su Al Gore, ospite d’onore e oratore alla cena offerta da Ban Ki-moon per gli ottanta capi di Stato e di Governo, incluso Geogre Bush. Dopo la giornata di ieri, che ci sia a disponibilità politica è indubbio. Che le cose siano cambiate anche rispetto a pochi mesi fa è lapalissiano».

Letto così, dunque, l’attuale conferenza sarebbe un passaggio al quale farà seguito quello di Bush entrambi praticamente propedeutici all’evento di Bali. E Bush non sarebbe su posizioni così distanti. Ma come fa notare Magrini nell’articolo accanto (non in un altro giornale) «George W. Bush non si è presentato ieri al Palazzo di vetro (se non a una cena), ma giovedì e venerdì ha invitato a Washington i Paesi che emettono più anidride carbonica (India e Cina incluse) per una sorta di controvertice che impedisca la costruzione di un nuovo Protocollo di Kyoto (…) la Casa Bianca punta a “obiettivi nazionali” e in qualche modo flessibili».

Insomma, siamo agli antipodi. E qui aver scomodato Monsieur De Lapalisse da parte dell’inviato del Sole per dire come ora sia tutto chiaro e limpido ci pare azzardato, perché se è un bene ed è pure normale che ci siano anche opinioni diverse all’interno dello stesso giornale, due ragionamenti così opposti e così entrambi tranchant e sullo stesso quotidiano, di ‘lapalissiano’ non hanno proprio nulla. Con buona pace dei lettori.

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