[24/09/2007] Rifiuti

Il comitato contro l´arrivo dei rifiuti di Bagnoli risponde al ministro Pecoraro Scanio

«Ma come, i nostri amministratori sudano sette camicie a convincere che da Bagnoli arriveranno rifiuti “puliti” assolutamente dentro i limiti di legge e che chi dubita è il solito allarmista e poi si chiamano i carabinieri? A controllare cosa e chi, se tutto va bene?». L’intervento odierno da parte del comitato No fanghi prende spunto dalle dichiarazioni del ministro Pecoraro Scanio, che ha voluto «rassicurare i cittadini garantendo la presenza addirittura dei carabinieri in tutte le fasi dell’operazione trasporto dei rifiuti industriali da Bagnoli a Piombino».

«Non erano già spariti gli Ipa? Insomma, se si coinvolgono anche i carabinieri – continuano i rappresentanti del comitato - vuol dire che l’operazione proprio tranquilla e sicura non è. Altro che strumentalizzazioni».

Il passo inevitabile a questo punto secondo il comitato è ovviamente il referendum e per continuare il confronto e l’informazione domani sera alle 21 presso la sala Perticale si svolgerà un incontro pubblico con il professor Enrico Falqui, docente di Analisi e valutazione ambientale del corso di Laurea in Architettura dell’Università di Firenze.

Intanto il sindaco di Campiglia Silvia Velo, che da deputato ha presentato un’interrogazione al ministro per l’ambiente sull’accordo Piombino- Bagnoli, si dichiara «sorpresa e sconcertata per i contenuti e soprattutto per i toni usati dal Forum della democrazia. L’interrogazione – prosegue Silvia Velo – rientra nella normale nonché doverosa attività parlamentare e il suo testo, nelle premesse, più volte si esprime con un giudizio positivo sull’accordo Piombino – Bagnoli, pertanto è assolutamente strumentale utilizzare questa interrogazione dicendo che si è cambiata opinione sull’operazione. L’interrogazione ha lo scopo di permettere ancora una volta al ministro di spiegare le condizioni di sicurezza in cui viene effettuata questa operazione, in una situazione in cui da più parti si paventano pericoli per la salute della popolazione e la tutela dell’ambiente».

«E’ evidente dunque – conclude Silvia Velo – che da parte mia non si è verificato alcun cambiamento di rotta e che ho semplicemente voluto cogliere, attraverso uno strumento parlamentare, un’opportunità in più per fare ufficialmente chiarezza su un tema fin troppo strumentalizzato. Mi viene da pensare che sia proprio la chiarezza dei fatti ad infastidire il forum per la democrazia ».

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