[24/09/2007] Acqua

La forma dell´acqua: dal design alle bottiglie biodegradabili in mais

LIVORNO: Gli italiani sono i maggiori consumatori di acqua in bottiglia al mondo e quindi anche i produttori italiani di linee d´imbottigliamento in Pet, si stanno attrezzando per rispondere alle esigenze e alle richieste del mercato, che significa realizzare un prodotto che ha bisogno di bottiglie più visibili sugli scaffali, con un design che faccia vendere di più e costi di meno.

Ma c’è anche chi non pensa (soltanto) al design, come l´imprenditore piemontese Alberto Bertone, che sta sperimentando nell’azienda Fonti di Vinadio, l´imbottigliamento dell´acqua in bottiglie biodegradabili. Ne ha già prodotti alcuni migliaia di esemplari e ora si sta valutando l’opportunità (e la possibilità) di lanciare il prodotto del mercato.

Si tratta del primo tentativo nel settore beverage in Italia e in Europa. L’azienda torinese ha fatto produrre un particolare tipo di bottiglia in materiale termoplastico biodegradabile al 100% derivato dalla fermentazione del mais, che ha importato privatamente dagli Usa. Un materiale assolutamente innovativo, che si smaltisce completamente in 80 giorni (ovviamente se inserito in un ambiente adatto alla compostazione), che riduce del 50% le emissioni di Co2 rispetto rispetto al processo di polimerizzazione del petrolio e che proviene da una materia prima rinnovabile all´infinito.

La commercializzazione potrebbe partire entro pochi mesi e per l´ambiente sarebbe sicuramente una nota positiva considerando quanto Pet viene oggi buttato in discarica o all´inceneritore (meglio infatti sarebbe comunque bere acqua dal rubinetto, tra l´altro più controllata per legge rispetto a quella in bottiglia). Ma se oggi ci sono da risolvere le difficoltà tecniche, domani potrebbero scatenarsi anche quelle sociali: come per i biocarburanti infatti un uso massiccio del mais per produzioni industriali potrebbe creare problemi sul fronte dell´alimentazioni nelle regioni più povere del pianeta.

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