[24/09/2007] Rifiuti

Arezzo, la Chimet chiede la sospensione della Via

AREZZO. «La Chimet ha chiesto la sospensione della procedura di valutazione di impatto ambientale relativa all’ampliamento della sua attività ed ha ora 45 di giorni per riformulare il progetto. Salutiamo positivamente questa richiesta dell’azienda che è frutto dell’azione rigorosa e stringente di tutti i soggetti interessati». Questa è la vera notizia resa nota dal presidente della provincia Vincenzo Ceccarelli e dall’assessore all’ambiente Andrea Cutini, in merito alla vicenda dell’importante industria di chimica fine e del suo impianto di incenerimento di rifiuti speciali e speciali pericolosi, che desta e ha destato preoccupazione nella popolazione locale. I due amministratori provinciali hanno spiegato poi i contenuti della lettera di risposta inviata al Ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio rimarcando che «Siamo assolutamente convinti della correttezza e della legittimità degli atti compiuti».

Il ministero aveva rilevato che l’autorizzazione rilasciata dalla provincia, con la Determinazione dirigenziale n. 110/EC del 30 dicembre 1998, necessitava del preventivo espletamento della procedura di Via, che sarebbe stata di competenza statale. L’amministrazione provinciale aretina ha spiegato che la Determinazione dirigenziale suddetta autorizzava, presso l’impianto Chimet già esistente, la sola prosecuzione del complesso delle operazioni di gestione rifiuti per le tipologie già in precedenza autorizzate con numerosi atti di competenza della Regione Toscana (rifiuti tossici e nocivi) e della provincia di Arezzo (altri rifiuti speciali).

Inoltre la provincia aggiunge che la Determinazione fu assunta in conformità con i contenuti dell’art. 27 della legge regionale n. 79/1998 in tema di «Norme per l’applicazione della valutazione di impatto ambientale» che testualmente dispone «Non sono soggetti alle procedure di valutazione di impatto ambientale i progetti per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge sia stato emanato il provvedimento definitivo di autorizzazione che consenta la realizzazione dell’opera, impianto o altro intervento».

Una seconda contestazione avanzata dal Ministero per l’ambiente, riguardava l’illegittimità (a suo riscontro), delle autorizzazioni provvisorie all’aumento dei quantitativi massimi di rifiuti trattabili presso l’impianto, concesse dal 1999 al 2003, le quali, anche se temporanee, si configuravano come modifiche sostanziali e quindi necessitavano dell’espletamento della procedura di Via. Ancora in modo circostanziato la provincia di Arezzo chiarisce che, secondo il disposto della legge regionale n. 79/1998 sono sottoposti alle procedure di verifica di impatto ambientale solo i «progetti riguardanti modifiche sostanziali ad opere o impianti già autorizzati, suscettibili di provocare notevoli ripercussioni sull’ambiente».

Alla luce di queste premesse, la provincia conferma di ritenere conformi alla legge le Determinazioni dirigenziali emesse a partire dal 1999, di deroga temporanea dei quantitativi di rifiuti trattati, dato che per i contenuti, le motivazioni e le caratteristiche di tali provvedimenti non si è inteso rilasciare autorizzazioni che si possono qualificare come autorizzazioni ad apportare modifiche sostanziali e suscettibili di provocare notevoli ripercussioni sull’ambiente. Del resto, informa l’amministrazione, il Gip presso il Tribunale Penale di Arezzo ha emanato provvedimento di archiviazione (emesso in data 26/10/2001) in base alle richieste avanzate dal Pubblico ministero.

In ogni modo l’amministrazione provinciale tiene a sottolineare «che le autorizzazioni temporanee annuali per il trattamento di quantitativi di rifiuti nell’impianto Chimet di smaltimento e recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, sono state rilasciate nei limiti della capacità dell’impianto nonché nel rispetto delle autorizzazioni regionali in materia di emissioni in atmosfera». Il presidente della provincia Ceccarelli e l’assessore all’ambiente Cutini hanno infine anche annunciato che è in corso il procedimento per l’autorizzazione integrata ambientale per le 21 aziende a maggiore impatto ambientale di tutto il territorio provinciale, tra le quali anche la Chimet, procedimento che dovrebbe chiudersi entro il 31 ottobre.

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