[24/09/2007] Consumo

Gli anti ogm sono oscurantisti, parola di Aduc

LIVORNO. Diciamolo apertamente: un prodotto “Libero da ogm” non è detto che sia necessariamente salutare. Significa semplicemente che gli ‘ingredienti’ di cui è composto non sono modificati geneticamente. Ma chi può affermare il contrario, ovvero che i prodotti con ogm sono buoni e non hanno effetti collaterali sull’ambiente e sull’uomo quando al momento la questione è alquanto dibattuta proprio a livello scientifico e oltretutto questi organismi sono da tempo coltivati all’aperto senza alcun principio di precauzione? Facciamo questa breve e non completa premessa perché l’Aduc, attraverso il suo consigliere Pietro Yates Moretti, ha preso una posizione pro-ogm abbastanza stupefacente e degna di essere approfondita. «Accogliamo con sollievo – spiega Moretti in un comunicato - il parere del commissario Ue all´ambiente Stavros Dimas, secondo cui un divieto generalizzato di coltivazioni ogm in una regione o in uno Stato è contrario alla legislazione comunitaria, e quindi improponibile. Viene confermato così – prosegue - il parere della Corte europea di giustizia, che ha dichiarato illegittimo vietare la coltivazione ogm su un intero territorio».

«Speriamo che questo – aggiunge - serva a stemperare l´entusiasmo per campagne a nostro avviso pubblicitarie, oltre che oscurantiste, come "Liberi da Ogm", a cui partecipano grandi distributori come la Legacoop, quasi tutte le associazioni di consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) e produttori come Confartigianato, Cia e Coldiretti. Campagne come queste contribuiscono alla falsa nozione secondo cui "Gli Ogm in Italia non li vuole nessuno", per dirla con Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia».

Un’accusa abbastanza pesante sulla quale aggiunge: «questa coalizione dei volenterosi sa bene che l´attuale fervore anti-Ogm è frutto di ignoranza, di mancanza di dibattito, e di anatemi catastrofisti che non trovano riscontro nella scienza. Campagne pubblicitarie e di autopromozione come "Liberi da Ogm" si fondano sulla paura di tanti, che su questo argomento sono quotidianamente disinformati. Ne è la prova il fatto che, a fronte di legittime preoccupazioni sugli effetti degli Ogm sull´ambiente - così come per qualsiasi nuovo prodotto in circolazione - invece di promuovere studi e ricerche scientifiche, l´Italia li abbia vietati. Non sia mai che la scienza continui a contraddire quegli scenari apocalittici, populisti e soprattutto autopromozionali che da ogni secolo annunciano l´imminente fine del mondo».


«Come funziona? – si domanda Moretti - La crociata anti-Ogm si trasformerà sempre più in un marchio che troveremo sui prodotti alimentari: le associazioni di consumatori inviteranno i propri membri ad acquistare i prodotti "liberi da Ogm", i grandi distributori potranno così venderli a prezzi sempre più alti, ed i produttori italiani potranno così combattere la competizione straniera (ed in particolare quella delle "cattivissime" multinazionali americane). Tutto questo nonostante non vi sia un solo caso documentato al mondo di danno provocato da prodotti Ogm alla salute dell´uomo».

«Noi – conclude - non solo non aderiamo alla campagna, ma ci opporremo in ogni sede affinché non venga introdotto un divieto generalizzato di prodotti geneticamente modificati. Mano a mano che vengono creati nuovi prodotti geneticamente modificati, è necessario studiarli, anche in pieno campo, e non certo proibirli. Per questo, stiamo lavorando ad una proposta di legge che permetta di studiare, conoscere ed informarsi piuttosto che proibire, demonizzare e terrorizzare nel nome di ciò che non si conosce».

Legittimo che un’associazione come chiunque abbia una propria posizione su un argomento discusso e discutibile come quello degli ogm, osserviamo però alcune questioni che ci pare vengano completamente rimosse: il fatto che l’Ue abbia un’opinione pro-ogm non è una notizia, tant’è che sta per dare il via libera a barbabietole e patate geneticamente modificate. Non solo, ha stabilito che la soglia di ogm nel biologico possano raggiungere anche lo 0.9%. Gli studi sui problemi che questi organismi provocano agli uomini ci sono - notori i casi di allergie – anche se certamente vanno approfonditi. Per questo sarebbe buona norma metterli sul mercato e coltivarli solo dopo tutti i corretti e necessari esami in laboratorio. Prima dovrebbe prevalere il principio della precauzione.

Stessa cosa dicasi per il loro effetto sull’ambiente e sulla biodiversità. Gli studi ci sono, basta cercarli e leggerli. Ma la questione scientifica è materia che non si può affrontare in poche righe né in un senso, né in un altro. Sarà però un caso se ora anche in Francia (vedi greenreport di qualche giorno fa) si sta pensando ad un blocco degli ogm? Terza questione, affermare che ora i grandi distributori con i prodotti con il marchio ‘liberi da ogm’ potranno venderli a prezzi sempre più alti che cosa significa? Fare un prodotto con certe caratteristiche e dire che è fatto con certe caratteristiche e non con altre ci pare sia legittimo. Allora perché non togliere ‘senza conservanti’ sui prodotti che non usano conservanti? Perché i consumatori non dovrebbero sapere se un prodotto contiene o non contiene una certa sostanza? Starà poi a loro fare una scelta.

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