[21/09/2007] Rifiuti

Sperimentate stoviglie biodegradabili in 60 stabilimenti balneari liguri

LIVORNO. Ogni estate la Liguria quintuplica la propria popolazione. Si stima che nella sola Albenga ogni stabilimento balneare produca circa 480 kg di rifiuti al giorno, costituiti al 90% di plastica, in gran parte posate, piatti e bicchieri. Novamont, attraverso il Cersaa, ha fornito ad una sessantina di stabilimenti balneari della riviera 270mila kit completi in Mater-Bi per la ristorazione (costituiti da piatti, bicchieri e posate).

La presenza capillare di stoviglie biodegradabili nelle sagre della zona ha permesso di intercettare 1/3 del flusso turistico della provincia di Savona, circa 200mila persone. I kit sono stati forniti anche alle mense scolastiche di Celle Ligure e di altri comuni costieri e dell’entroterra. In questo modo, e grazie a specifiche iniziative di divulgazione, oltre 500 studenti sono stati coinvolti in un percorso di conoscenza, approfondimento ed esperienza diretta del ciclo del carbonio, della produzione del Mater-Bi e del processo di compostaggio, sperimentato dagli studenti attraverso il compostaggio domestico. Insieme ai kit sono stati forniti migliaia di sacchetti per la raccolta differenziata del materiale organico, anch’essi in Mater-Bi.

Attraverso questa azione – spiegano in una nota gli organizzatori - si stima che siano state risparmiate circa 9 tonnellate di rifiuti in discarica, per un equivalente di 2,25 tonnellate in meno di anidride carbonica emessa in atmosfera. L’esperimento fa parte del progetto pilota dell’Unione Europea per la riduzione dei rifiuti Life Biomass, promosso sul territorio ligure dal Cersaa, il Centro regionale di sperimentazione e assistenza agricola i cui risultati, frutto di tre anni di lavoro, sono stati presentati oggi ad Alberga.

Il progetto Biomass ha coinvolto due settori economici tipici del territorio ligure: il turismo, come detto, e l’agricoltura. L’intervento nel settore agricolo e florovivaistico ha riguardato prevalentemente due prodotti, i vasi per piante ornamentali e i teli da pacciamatura, utili a contenere le erbe infestanti o per anticipare la produzione delle colture nei periodi meno favorevoli dell’anno. Il progetto Biomass ha messo in produzione e distribuito 130mila vasi in Mater-Bi, completamente compostabili. Si consideri che i vivai della sola Albenga producono ogni anno 120 milioni di piante in vaso e ne esportano il 90% verso il nord Europa. Se il vaso è di plastica tradizionale (polipropilene), ciò significa esportare in quei paesi 6.500 tonnellate di rifiuti non biodegradabili, molto sgraditi, quando non già proibiti come ad esempio in Svizzera e Danimarca.

Per quanto riguarda i film biodegradabili per la pacciamatura, il progetto Biogas ha fatto sì che più di 10 ettari di terreno si siano ‘convertiti’ all’uso della pellicola bio. Con il telo bio a fine coltura è sufficiente fresare il campo perché si degrada completamente da solo in breve tempo, svolgendo anche un’azione ammendante.

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