[21/09/2007] Comunicati

Educazione alla sostenibilità, accordo per rilanciare il progetto Infea

LIVORNO. Il nuovo quadro programmatico per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità è stato siglato lo scorso mese da stato, regioni e province autonome di Trento e Bolzano. L’accordo ha come obiettivo quello di favorire sinergie fra ministro dell’ambiente, della pubblica istruzione e dell’università per diffondere la cultura della sostenibilità. E in tale ottica rilancia il progetto di concertazione in materia di educazione e sviluppo sostenibile Infea (Informazione, formazione e educazione ambientale).

L’accordo rappresenta lo strumento di attuazione degli “Orientamenti e obiettivi per il nuovo quadro programma per l’educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile” adottati a marzo 2007 dalla Conferenza Stato-Regioni. Sulla base di tale orientamento lo stato, le regioni e le province autonome, ciascuno con le proprie competenze, cercano di integrare le politiche di settore con le proposte progettuali che provengono dal territorio inserendole in un quadro di riferimento orientato alla qualità, all’innovazione e alla cooperazione.

Il ministero dell’ambiente ha attuato nel corso degli anni una strategia finalizzata principalmente a incardinare l’educazione ambientale nelle politiche ambientali perché strumento di supporto finalizzato a radicare consensi, favorire processi partecipativi, ampliare la conoscenza, promuovere un cambiamento responsabile dei comportamenti e degli stili di vita.

E il programma Infea è espressione di tale strategia: ha contribuito attraverso il sostegno finanziario, a diffondere sul territorio nazionale strutture e strumenti per coadiuvare e rafforzare il ruolo delle regioni ed orientare le azioni per la costruzione di un sistema nazionale Infea.

Il sistema si presenta come uno strumento di promozione, orientamento, potenziamento e possibile attuazione di politiche nazionali e territoriali. Rappresenta il luogo istituzionale principale dove lo stato, le regioni e le province autonome possono incontrarsi, confrontarsi e proporre orientamenti e indirizzi non solo per delineare le strategie da adottare in tale settore, ma anche per migliorare il processo di inclusione delle esperienze e proposte dei soggetti istituzionali e non ( Coordinamento aree protette, Sistema Apat – Arpa, Università, Enti di ricerca, coordinamento città sane, coordinamento Agenda 21 locali, reti di associazioni ambientaliste, ecc...) che operano nel campo dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

Il sistema nazionale Infea vede impegnati lo Stato e le regioni nella realizzazione di un sistema dinamico, attento alle istanze della società e capace di raccogliere le diverse espressioni culturali, le competenze, le proposte, le iniziative che dal territorio emergono. Dunque crea (almeno in teoria) occasioni e momenti di partecipazione dei cittadini e delle associazioni di varia natura.

Una simile visione politica sembrerebbe fondarsi sulla consapevolezza dell’importanza per il Paese, del patrimonio costituito dall’ambiente. E individua nella qualità ambientale, nella protezione della biodiversità, nella prevenzione dei rischi, nel risparmio energetico e nell’utilizzo delle fonti rinnovabili, i principali ambiti di intervento per la qualificazione dello sviluppo e il miglioramento della qualità della vita. Il tutto nella prospettiva della costruzione di una società innovativa e socialmente centrata sulla conoscenza.

Del resto una politica orientata alla sostenibilità che intreccia l’aspetto economico con quello sociale e ambientale non può prescindere dall’analisi degli aspetti culturali e formativi che possono influenzare le scelte degli individui e della comunità. Gli aspetti culturali e formativi incidono sulla percezione, la considerazione e la valutazione dei problemi, sulla visione della realtà territoriale, sui meccanismi di partecipazione e assunzione di responsabilità e sull’esame delle dinamiche anche di mercato. Hanno, dunque, una forte rilevanza e richiedono un impegno programmatico all’interno di un percorso che coinvolge la politica, le istituzioni e la società. Ed una azione sinergica di questi livelli costituisce il pre-requisito essenziale di tutte le politiche per la sostenibilità.

La legge finanziaria per l’anno 2007 ha rimesso in moto un flusso di risorse a supporto della prossima programmazione economica triennale prevedendo, tra l’altro, attraverso il “Fondo per lo sviluppo sostenibile” risorse economiche per l’ educazione per lo sviluppo sostenibile. La programmazione connessa al Quadro strategico nazionale 2007- 2013 offre un ulteriore contributo in questa direzione laddove considera gli investimenti per la sostenibilità ambientale non già a carattere “esclusivamente” ambientale, ma funzionali allo sviluppo economico integrato con conseguenti ripercussioni sulla competitività e l’occupazione.

Ma per sostenere tale visione è fondamentale investire nella direzione di un rafforzamento delle conoscenze, delle competenze, delle professionalità da un lato, e nell’incremento di una sensibilità finalizzata alla modifica responsabile dei comportamenti e degli stili di vita, dall’altro.

Torna all'archivio