[18/09/2007] Urbanistica

Eco-eco: «A Fauglia come a Monticchiello»

PISA. Eco-eco, circolo di Legambiente, è nato questa estate nell’area delle colline, da Fauglia a Crescpina a Collesalvetti a S. Luce, Orciano, Castellina, fino a Montescudaio, con l’obbiettivo di aiutare i cittadini di questi territori a crescere nella consapevolezza dei problemi locali e globali e nella capacità di autorganizzazione e di proposta. Nello stesso tempo grande attenzione è rivolta anche alle amministrazioni locali, per spingerle a farsi carico di tutte le questioni riguardanti il territorio in un’ottica di economia ecologica (eco-eco), cioè sostenibile per le persone e l’ambiente e promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini.

In tutto questo le scelte urbanistiche hanno una grande rilevanza perché è sempre più evidente che il territorio è un “bene comune” fragile, scarso, limitato e non rinnovabile! Non è più accettabile veder distruggere aree agricole per trasformarle in nuove abitazioni solo perché il mercato spinge in questa direzione. La politica ha il dovere di arginare questa deriva distruttiva e realizzare una urbanistica consapevole dei limiti ambientali e attenta a realizzare progetti partecipati e sostenibili e che aumentino la qualità del vivere per tutti.

I conflitti che sono nati in Toscana su questo tema sono diffusi un pò in tutti i comuni, non solo a Monticchiello anche qui: a Fauglia con il progetto del villaggio per Camp Darby e altri come il caso di via Valderanda dove un gruppo di abitanti ha contestato il progetto di espansione approvato dal comune fino a portare il sindaco davanti al giudice, a Ceppaiano, comune di Crespina dove un comitato di cittadini si batte per la difesa della propria frazione dall’invasione del cemento e dallo stravolgimento urbanistico conseguente.

In quest’ultimo caso ora l’amministrazione comunale di Crespina si dichiara disponibile al dialogo in una assemblea pubblica. Riteniamo questa un importante iniziativa per la riapertura del dialogo tra cittadini e amministratori quale presupposto indispensabile per una dialettica democratica che pare al momento poco efficiente un po’ dovunque. Per dare credibilità a questo dialogo e al rilancio del processo democratico anche in tema di gestione del territorio pensiamo che l’A.C. di Crespina dovrebbe immediatamente congelare i progetti da ultimare e quelli in cui le costruzioni non sono ancora iniziate. Solo a “bocce ferme” riteniamo che il dialogo possa essere praticabile. Come circolo Legambiente ci mettiamo a disposizione del comitato per la salvaguardia di Ceppaiano come dell’A.C. di Crespina per favorire lo sviluppo del dialogo e la risoluzione del conflitto al momento in atto.

Riteniamo che i momenti di crisi possano diventare ottime occasioni di crescita per tutti per costruire una vera democrazia partecipata, in cui i cittadini siano protagonisti e le Istituzioni possano recuperare e accrescere la propria credibilità.
Occorre ricostruire le condizioni per prepararsi ad affrontare insieme le emergenze globali: variazioni climatiche, inquinamento, perdita di territorio, carenza di energia, guerre e contribuire a costruire concretamente anche qui le risposte.

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