[17/09/2007] Comunicati

Grilli verdi fritti alla fermata del blog

LIVORNO. E alla fine scese in campo. Non direttamente, ma per interposto ‘bollino’. Beppe Grillo, sul suo cliccatissimo blog, scrive: «E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli». D’altronde lo aveva detto “siamo noi a fare la politica”, pur specificando che non avrebbe comunque fondato un partito. Così ecco la terza via: chi, tra i grillini sparsi per l’Italia, vorrà fare il passo potrà farlo con il bollino. Una decisione legittima e pure comprensibile (per non dire inerziale). E’ il momento di contarsi e provare – con l’eventuale consenso elettorale raggiunto - a prendere in mano il volante. Provare a governare con persone incensurate e non iscritte ai partiti. Una seconda discriminante che Antonio Di Pietro e Alfonso Pecoraro Scanio (che dal suo blog dichiara: «Avvio della raccolta differenziata per evitare la costruzione degli inceneritori, nuovi parchi e no alla privatizzazione dell´acqua: se sono questi i temi sui quali si impegnaranno le liste civiche che vorrebbe Beppe Grillo, un benvenuto non glielo toglie nessun», ndr), quelli pare più vicini a parole all’iniziativa del comico genovese, sembrano non aver capito. Nel senso che non basta essere a favore di un movimento per salire su quel carro, quando quelli che quel carro conducono ti hanno già detto che se hai la tessera non puoi salire a bordo.

A Pescara potrebbe esser formata la prima lista civica e se il seguito ha i numeri mostrati con forza in piazza maggiore a Bologna è più che probabile che si assisterà ad un prolificare di liste civiche in tutta Italia. Dopo la costruzione della ‘scatola’, questa però andrà riempita di contenuti e soprattutto di un programma politico. Si passerà quindi dal dire noi ‘non vogliamo più che si faccia così’ a ‘facciamo così’. All’azione dunque. E qui le liste si misureranno davvero e soprattutto nella loro capacità di governare e di saper a loro volta affrontare il conflitto. Per quanto questo movimento nasca dal basso, avrà sempre al suo interno e all’esterno posizioni diverse. Come è logico e normale che sia in democrazia. Come si prenderanno le decisioni? A colpi di referendum? Bene.

Il referendum stabilirà quanto una certa posizione sia maggiormente condivisa. Il 51% basta e con il 49% che si fa? E se il referendum darà esito contrario alle aspettative? Semplici osservazioni che poi solo con il tempo si potranno affrontare in modo più approfondito.

Ma aggiungiamo un’altra riflessione: Beppe Grillo ha dato un’impronta fortemente ambientalista al suo popolo del blog e delle piazze. Scendiamo così su questo terreno con un esempio concreto: la mobilità sostenibile, altro cavallo di battaglia del comico che anni fa si presentò nei suoi spettacoli con un camion a idrogeno e facendo l’aerosol con il tubo di scappamento, vede un confronto colmo di contraddizioni a Firenze.

La città di Dante e Michelangelo ha dati sulle polveri sottili e sull’inquinamento dell’aria in generale piuttosto preoccupanti. A causa del fatto che non sono state ritenute all’altezza le misure per il miglioramento della qualità dell’aria da parte dell’amministrazione pubblica, questa è sotto indagine della procura. Da sempre i treni, le tramvie e in mezzi pubblici tout court sono considerati a ragione le migliori alternative per limitare l’uso dell’auto privata e di conseguenza le emissioni inquinanti.

Bene: anni fa il referendum sulla possibilità di realizzare una tramvia nel centro di Firenze vide vincere i sì. Oggi non c’è giorno che i quotidiani locali non pubblichino grida di comitati che quando va bene contestano una linea del percorso, quando va male l’intera opera. Qui le liste civiche con il bollino di Beppe Grillo da che parte starebbero (e, forse, staranno? Quale sarebbe la migliore soluzione? Quella espressa dalla maggioranza dei cittadini senza se e senza ma? Siamo sicuri che i progetti voluti dalla maggioranza siano anche quelli migliori?

Ricordiamo che Grillo – capace di prendere posizioni ferme su tutto e tutti e da sempre favorevole alle rinnovabili – al tempo del referendum a Montescudaio sull’eolico, disse che non voleva esprimersi per non influenzare il voto. Posizione, se vogliamo proprio dirla fuori dai denti, pilatesca e degna del peggior funzionario di partito. Per aggiungere riflessioni a riflessioni sul dibattito, ricordiamo infine che le liste civiche esistono da anni e che, per esempio a Vicenza, quella che si presentò alle amministrative sotto il segno del no alla base militare (posizione che peraltro anche greenreport sostiene) prese lo zero virgola in termini di voti.

Dunque chiudiamo pure con il passato, via (giustamente) i condannati dal parlamento, via (non tanto giustamente senza un preventivo giudizio sull’operato) chi ha fatto già due mandati, largo ai giovani: ma non si creda che questo basti a eliminare i conflitti o faciliti a prendere le decisioni. Questa è proprio tutta un’altra cosa. Ed è qui che le liste civiche ‘grilline’ o ‘grillate’ misureranno le loro capacità di governare.
Ricordando anche che oggi neppure a livello di singoli Paesi nazionali le politiche di governo sembrano in grado di riorientare l´economia verso scelte più sostenibili. La riconversione ecologica di un´economia sempre più dominata dalla finaziarizzazione dal Wto, non si fa né a Roma, né a Parigi o Berlino, e nemmeno forse a New York. Ed è assai difficile che riesca a farla in un blog.

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