[14/09/2007] Rifiuti

Realacci sul Testo unico: Scivolone del governo ma...

LIVORNO. Il presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci non nasconde il proprio disappunto per quello che definisce scivolone (e non sgambetto) che ha portato ad azzerare i decreti correttivi al codice ambientale, che ora dovranno ripartire da capo, unificati sotto un unico testo, e concludere il loro iter per forza entro il 29 aprile 2008, pena il via libera definitivo al codice dell’ambiente targato Matteoli.

«Non so se sia un’aggravante o un’attenuante, ma ritengo che si tratti soltanto di un vero e proprio errore tecnico dovuto alla superficialità con cui il governo ha affrontato questa delega che non è come tutte le altre, ma prevede il doppio passaggio parlamentare. Per me quindi non c’è stato alcuno sgambetto, ma uno scivolone pesante dal punto di vista procedurale, frutto della sciatteria di qualche tecnico ma anche di qualche rappresentante del governo».

Però è innegabile che i due decreti correttivi abbiano avuto percorsi molto travagliati con diversi punti controversi.
«Questo è vero, però alla fine le commissioni parlamentari avevano formulato testi molto impegnativi e simili fra Camera e Senato. Il governo a quel punto ha effettivamente cincischiato nelle correzioni, avevano 45 giorni di tempo e sono arrivati davvero in zona Cesarini. Dopo di che c’è stato l’ulteriore errore da parte del ministero degli affari con il parlamento».

Ma i tempi ora ci sono davvero per approvare il nuovo decreto correttivo unico?
«Nonostante la grana della finanziaria i tempi ci sono, sempre a patto che in questo decreto, come credo, il governo abbia recepito esattamente i rilievi che erano arrivati dal Parlamento. In questo caso i dissensi possono dirsi superati e i vari passaggi risulteranno molto più semplici».

Rincara la dose Legambiente: «Rivedere la Legge Matteoli – dichiara il presidente nazionale Roberto Della Seta - era uno dei punti prioritari del programma di questo governo e di questa maggioranza. Ed è una necessità urgente visti i contenuti anti-ambientali di quella normativa. Ora il testo di modifica preparato dal ministero dell’Ambiente è azzerato e il rischio sempre più vicino è che, passato anche il termine dell’aprile 2008 ultima data utile per correggere le norme varate dal centro destra, rimanga definitivamente in vigore il testo originario».

Legambiente ricorda poi che il Codice Matteoli ha cancellato norme molto avanzate e ha di fatto reso più facile lo smaltimento illegale di milioni di tonnellate di rifiuti escludendoli dalla disciplina comunitaria che regola la materia. «Questo episodio è un segno preoccupante di quanto poco continuino a contare nell’agenda di governo italiana le questioni ambientali, al di là delle chiacchiere e delle conferenze – conclude Della Seta - Ora è fondamentale che il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio e l’intero esecutivo rimedino al loro errore: ne va della possibilità di creare finalmente in Italia un sistema di gestione dei rifiuti sostenibile e trasparente».

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