[13/09/2007] Urbanistica

I saperi dei nonni per frenare la desertificazione

FIRENZE. E´ in pieno svolgimento a Madrid l´ottava Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sulla desertificazione, alla quale partecipano oltre 2mila esperti provenienti da 191 Paesi. L´obiettivo della convention, che si concluderà domani, è quello di cercare una soluzione per frenare il problema della desertificazione, che coinvolge un quarto del pianeta.

Durante la conferenza si è parlato del rapporto tra desertificazione e cambiamenti climatici, partendo dalle ultime conclusioni delle Nazioni Unite secondo le quali la desertificazione è «la sfida ambientale più importante di questa epoca» e può causare la migrazione di circa 50 milioni di persone dei prossimi dieci anni. Unico italiano presente a Madrid è il presidente della Regione Toscana, che da quel palcoscenico ha rilanciato la proposta di creare a Firenze un centro mondiale sulle ‘Conoscenze Tradizionali’ e fare del capoluogo toscano la capitale di una nuova politica di sostenibilità ambientale.

L’idea è nata a Firenze nel giugno scorso, in occasione della firma di una apposita convenzione con l’Unccd, agenzia dell’Onu per la lotta alla desertificazione e il Ministero dell’Ambiente italiano. Illustrando la proposta Martini ha precisato che «non si tratta di applicare direttamente le tecniche del passato, ma di cogliere la logica di questo modello e applicarlo con modalità innovative». In altre parole: il sapere antico, tramandato da generazioni, reinterperato in chiave moderna e coniugato alle più innovative tecnologie per un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Martini ha proseguito illustrando le finalità del Centro, che è promosso dal Governo Italiano e dalla Regione Toscana e la cui realizzazione è affidata a Ipogea, società specializzata nel settore guidata dal prof Pietro Laureano. «Si tratta – ha detto il presidente della Regione Toscana – di creare una banca dati a carattere mondiale che recuperi le tecniche tradizionali per la raccolta delle acque, per la semina in territori aridi, per contenere le frane grazie ai terrazzamenti, per la difesa dall’erosione costiera, ma anche per prevenire lo scioglimento dei ghiacciai, o difendere dal caldo le abitazioni grazie ai giardini pensili o ad antiche tecniche di aerazione». Soluzioni usate con successo, per secoli, in Toscana come in tutto il mondo, e reinterpretate e riproposte a Firenze nella costruzione del nuovo ospedale per bambini Meyer.

«Raccogliere queste esperienze in una banca dati moderna – ha proseguito il Presidente della Toscana – permetterà di mettere a disposizione di tutti un patrimonio che rischia di andare perduto, ma anche di creare una nuova economia della sostenibilità». E fra gli obiettivi c’è non solo quello di prevenire e ridurre i danni all’ecosistema e all’economia causati dai cambiamenti climatici (5 miliardi di euro solo in Italia i danni causati all’agricoltura dalla siccità del 2003 secondo i dati Coldiretti) ma anche quello di dare impulso alla ricerca di nuove tecnologie da abbinare alle pratiche tradizionali in modo da renderle più efficienti.

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