[13/09/2007] Comunicati

Da Madrid a Firenze per anticipare il futuro

FIRENZE. I cambiamenti climatici e le loro conseguenze: desertificazione, erosione costiera, scioglimento dei ghiacciai, rischio idrogeologico, ma anche nuove opportunità di sviluppo. Di questi temi discuterò oggi a Madrid alla conferenza internazionale dell’Onu. I cambiamenti climatici sono una delle più grandi sfide con le quali dobbiamo misurarci. Gli effetti sono già visibili: dalla geografia e sicurezza alimentare alla povertà, dall’esplosione dei flussi migratori ai conflitti interregionali fino all’instabilità sociale che minaccia salute e benessere di 1,2 miliardi di persone. Un processo che colpisce tutti, Sud e Nord del mondo, paesi poveri e paesi sviluppati, Italia compresa. Anche la Toscana non è esclusa: il binomio vino-olio si sta spostando verso le aree alpine (sono già stati piantati 5mila ettari di uliveti tra Piemonte, Veneto, Val d’Aosta e Friuli), mentre nel ragusano si coltiva il mango fino a ieri prerogativa dei tropici. Se questa tendenza continua anziché il Chianti presto produrremo il passito. Ecco perchè occuparsi dei cambiamenti climatici è un dovere morale, un’urgenza che non lascia alternative. Chi governa deve attivare iniziative e scelte capaci di prevenire, prevedere e anticipare il verificarsi di situazioni esplosive. In una parola deve anticipare il futuro. Noi abbiamo fatto una scelta – ne parlerò anche a Madrid - mettere a disposizione il proprio patrimonio di conoscenze e la propria cultura per fare della sostenibilità l’architrave del nostro sviluppo. Voglio farvi tre esempi. Primo: coinvolgere nella sostenibilità il sistema produttivo, il mondo dell’economia per percorrere nuove traiettorie di sviluppo, quella che noi abbiamo chiamato la Best Economy. Penso a come dovranno cambiare i modi di costruire le case, le tecniche di coltivazione agricola per ridurre consumi idrici, le logiche del turismo sia invernale che estivo. Secondo: dobbiamo affermare una nuova concezione delle politiche energetiche e per questo vogliamo fare della Toscana il distretto delle energie rinnovabili: entro il 2010 vogliamo produrre il 50% dell’energia consumata con fonti rinnovabili (oggi siamo a circa il 30%). Terzo: vogliamo sviluppare l’intreccio tra il sistema dei saperi e il mondo della produzione, favorendo il rapporto tra ricerca, innovazione, produzione. Insomma, questa è un’occasione per individuare un percorso che faccia dei cambiamenti climatici un’opportunità economica. Proprio per questo a Madrid rilancerò la scelta di realizzare a Firenze il “Centro Internazionale sulle Conoscenze Tradizionali”. Una sede dove raccogliere e mettere a disposizione di tutti, le conoscenze che, nei secoli, si sono depositate nei territori. Si tratta mantenere vivo il ricco patrimonio di tecniche e pratiche tradizionali, organizzarne il censimento e la raccolta, renderle accessibili e fruibili, per favorirne una moderna e innovativa applicazione. Dalle conoscenze tradizionali, unite alla tecnologia e alla ricerca, possono nascere soluzioni per affrontare meglio gli effetti provocati dai cambiamenti climatici. Oltre a costituire una grande opportunità per promuovere uno sviluppo sostenibile e di qualità.

* Presidente della Regione Toscana

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