[10/03/2006] Rifiuti

Direttiva Raee, tanti rischi di slittamento dell’applicazione in Italia

REGGIO EMILIA. «Al momento, esistono molte ombre rispetto alla possibilità della piena applicazione della direttiva Raee in Italia a partire dai tempi previsti, cioè dal prossimo agosto». Secondo Gabriele Cané, amministratore delegato del gruppo Refri, è plausibile il rischio di un allungamento dei tempi per l’introduzione dei nuovi criteri di legge nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. «Dico queste cose perché ci sono alcuni decreti ministeriali da preparare – afferma Cané – e anche se ci viene riferito che quattro di questi sono già pronti in bozza, non sarebbero comunque quelli decisivi». Tutto ciò, senza contare che siamo alla vigilia di un’elezione politica, all’indomani della quale, in caso di cambio di compagine governativa, non è da escludere che ci sia intenzione di ripensare almeno in parte queste norme. «Non è tutto – continua Cané – sono ancora da stabilire e decidere i criteri di assimilabilità fra rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche di provenienza domestica e di provenienza industriale. E poi c’è il rischio di un buco finanziario».
In che senso?
«Attualmente la gestione dei Raee domestici viene pagata dal sistema pubblico, poi toccherà ai consorzi. Che però non sono ancora finanziati, e lo saranno solo con l’introduzione della “visibile fee” sulle apparecchiature. Ecco che si apre un periodo di tempo di durata e dimensione indefinibili che non è finanziato».
Potrebbe continuare a farsene carico il pubblico?
«Beh, un sindaco che provveda a pagare quella roba rischia una tiratina d’orecchie da parte della Corte dei conti. E d’altra parte, non credo che i consorzi abbiano intenzione di farsi carico di una situazione finanziaria che potrebbe rivelarsi molto pesante. Questo è il punto su cui potrebbe arenarsi l’applicazione della norma. Vi sono già richieste secondo le quali dovrebbe essere lo Stato a farsi carico di questo intervallo temporale. Come si vede, siamo ancora in piena discussione».
Davanti a questa situazione quali strategie ha il sistema Refri?
«Noi siamo per la creazione di un gruppo industriale, che è qualcosa di diverso rispetto ai consorzi o società commerciali di cui si legge anche in questi giorni. Un sistema dove siano centralizzate una serie di funzioni, nel quale società che vi partecipano hanno cointeressenze reali e nel quale vi sia scambio di tecnologie e informazioni nella massima serenità. Puntiamo, inoltre, ad una alleanza con il sistema pubblico che non vuol dire vassallaggio, ma collaborazione e disponibilità a giocare un ruolo attivo nel governo dei Raee».

nella foto: rifiuti elettrici ed elettronici

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