[05/09/2007] Parchi

Allarme Fao per la perdita di razze animali

LIVORNO. Per la Fao il ritmo al quale si stanno estinguendo le razze di bestiame da allevamento è «allarmante» e l’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura ha lanciato un appello alla comunità internazionale «affinché si adotti un piano d´azione globale per fermare la riduzione della diversità animale mondiale e proteggere la disponibilità futura di cibo».

Intervenendo alla prima Conferenza internazionale tecnica sulle risorse genetiche animali per l’alimentazione e l’agricoltura che è in corso a Interlaken (Svizzera) il vice direttore generale della Fao Alexander Müller, ha detto che «È sempre più importante che vi sia una gestione consapevole delle risorse genetiche animali. Le possibilità che queste risorse offrono per mantenere e migliorare la produzione animale saranno di enorme importanza nei decenni a venire. Il cambiamento climatico e l´emergenza di nuove e virulente malattie del bestiame sottolineano l´importanza di mantenere la capacità di adattamento dei nostri sistemi di produzione agricoli». La Fao, facendo forse inorridire animalisti e vegetariani di tutto il mondo, «ritiene siano cruciali gli allevamenti di bestiame».

Infatti, tra le molte razze a rischio di estinzione alcune presentano caratteristiche genetiche uniche che potrebbero essere utili per affrontare problemi che potrebbero nel futuro: resistenza alle malattie, adattamento a condizioni climatiche estreme che potrebbero dimostrarsi indispensabili per garantire la sicurezza alimentare delle generazioni future. Invece la gestione intensiva ed industriale delle razze maggiormente allevate, rischia anche di causare una perdita di diversità genetica a causa dell’utilizzo di un numero molto limitato di maschi riproduttori.

Secondo il rapporto Fao “The State of the World´s Animal Genetic Resources (Lo Stato delle risorse zoogenetiche mondiali), negli ultimi sette anni si è estinta in media una varietà animale al mese, il che vuol dire che le sue caratteristiche genetiche sono andate perdute per sempre.

Secondo il rapporto, che rappresenta la prima valutazione globale della biodiversità zootecnica e della capacità dei paesi di gestire le proprie risorse genetiche animali, circa il 20% delle razze bovine, ovine, suine, equine e avicole del pianeta sono a rischio d’estinzione. «Con questo scenario non si può continuare ad andare avanti come se nulla fosse, con la logica di stare a vedere cosa succede – ha detto Müller - Il cambiamento climatico vuol dire che stiamo entrando in una fase di incertezze e crisi senza precedenti, che riguarderà ogni paese».

E la nuova minaccia del global warming va ad aggiungersi a quelle già esistenti: cambiamenti socio-economici rapidi e scarsamente regolamentati, crescente dipendenza da un ristretto numero di razze ad alto rendimento, malattie animali, ed infine povertà, instabilità socio-economica e conflitti armati in alcune delle aree più ricche di risorse genetiche animali.

Per il vice direttore della Fao «é necessario intervenire subito affinché vi sia, attraverso politiche e tecnologie appropriate, un migliore impiego della diversità genetica animale. L´uso sostenibile e il miglioramento genetico sono dunque componenti essenziali di un piano d´azione globale poiché determinano in larga misura le opportunità per la conservazione delle risorse genetiche. Ugualmente importante è la caratterizzazione delle razze».

Ma i problemi più gravi, come sempre si presentano per i Paesi più poveri, che non sembrano in grado di inventariare, caratterizzare, conservare ed usare le proprie razze animali.
«Sebbene le risorse genetiche animali siano importanti per tutti – ha spiegato Müller - esse sono di particolare importanza per la sussistenza in molti paesi in via di sviluppo, spesso i più poveri». Per questo è urgente dare assistenza agli allevatori poveri, che sono i custodi di gran parte della diversità genetica animale.

Alla Conferenza di Interlaken che durerà fino al 7 settembre, partecipano i rappresentanti di oltre 120 paesi, ed 300 rappresentanti del mondo politico, scienziati, allevatori e selezionatori sono riuniti per negoziare ed adottare un Piano d’Azione Globale per le risorse genetiche animali che dovrebbe comprendere l’identificazione di aree strategiche prioritarie e misure per la loro attuazione e per il loro finanziamento.

«La Conferenza di Interlaken rappresenta un’opportunità storica per la comunità internazionale di fare scelte strategiche sulla gestione futura delle risorse genetiche animali e raggiungere un consenso sulle misure prioritarie per un loro uso, sviluppo e conservazione sostenibili» ha dichiarato aprendo i lavori la consigliera per gli affari economici della Federazione Elvetica, Doris Leuthard, sottolineando che l’impegno della ricchissima Svizzera nella protezione della ricca diversità animale del paese, circa 90 razze tra bovini, equini, suini, ovini e caprini, ma ha riconosciuto come «non tutti i paesi abbiano le risorse necessarie per poter sostenere questi sforzi conservativi. Interlaken è un passo importante - detto la Leuthard - ma è solo un primo passo. La strada è lunga e molto resta da fare».

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