[03/09/2007] Parchi

All’Elba un incendiario serial killer delle aree umide?

CAPOLIVERI (Livorno). Stavolta l’incendio ha percorso pochi metri quadrati di sterpaglie vicino alla strada provinciale ed è stato fermato dal pronto intervento dei Vigili del Fuoco, ma il segnale è ugualmente preoccupante perché l’area è nuovamente quella vicina alla zona umida di Mola, una enclave del parco nazionale dell’Arcipelago toscano che occupa un ex Sito di interesse regionale (Sir) entrato da pochi mesi a far parte di una nuova vasta Zona di protezione speciale (Zps) chiama “Elba orientale”.

Lo scorso anno Mola è stata devastata da due successivi incendi dolosi, altri incendi sono stati appiccati alla gemella area umida di LePrade-Schiopparello, che fa parte dello stesso Sir, ma che è posta a pochi chilometri di distanza sulla costa nord, nel comune di Portoferraio.
Quest’anno gli incendiari hanno esteso le loro attività criminali alle zone vicine: le Grotte di Portoferraio, vicino ad un’antica villa romana, ed alla Valdana e Naregno, vicino a Mola, dove sono stati ritrovati anche gli inneschi.

Anche il Corpo forestale dello Stato punta l’attenzione sulla ripetitività degli incendi e delle modalità. Potrebbe essere al lavoro uno (o più) serial killer delle ultime zone umide dell’isola d’Elba? L’ipotesi è certamente inquietante, ma insistenza e ripetitività fanno comunque pensare ad un disegno criminoso che punta a distruggere aree molto amate e difese dagli ambientalisti e nelle quali a Mola sono in corso lavori finanziati da parco nazionale e regione per la sua valorizzazione, recupero ed apertura di chiari per attirare e dare ristoro all’avifauna migratoria e per realizzare strutture dedicate al bird watching , mentre le Prade-Schiopparello è indicata dalla provincia di Livorno come futura oasi faunistica.

Torna all'archivio