[03/09/2007] Comunicati

Un paese da salvare

La perfida criminalità dei piromani, l´ingordigia insaziabile della speculazione, l´egoismo senza limiti, l´odio e il ribrezzo per la cultura, la disaffezione al bello, l´amoralità diffusa , troppe sono le gravi malattie che debilitano il nostro paese.

Ormai non è più possibile pensare che si tratti di malessere passeggero, di un´indisposizione temporanea. C´è qualcosa di grave, di profondo, che mina, sin dalle fondamenta, la solidità della nostra struttura sociale. Non è possibile, infatti, che in un paese normale si presentino, nello stesso momento e contemporaneamente in tute le sue zone, tanti criminali, che gioiscono nel distruggere l´anima e l´immagine dei luoghi dove hanno visto la luce, nell´annientare il fascino del paesaggio, che godano per la morte di poveri esseri indifesi.

Se ciò accade ci deve essere per forza un qualcosa di veramente grave che ha annientato tutti i sistemi di relazione, ha fatto crescere l´odio per tutto e per tutti, ha portato tanti essere umani (ma possono essere ancora considerati tali?) a desiderare la distruzione di tutto.
Ma, chiediamo, non è forse la stessa malattia che spinge gli speculatori ad aggredire con perfida ingordigia i posti più belli del paese, a violare i luoghi più preziosi, a violentare i paesaggi più incantevoli, a distruggere le vestigia della memoria dei nostri avi?

Non è forse la stessa insana malattia che spinge tanti nostri concittadini a considerare il sacro suolo della patria come un´enorme pattumiera, abbandonando nei campi coltivati i rifiuti velenosi e pericolosi per la salute, nelle strade cittadine l´immondizia più puzzolente, nelle spiagge più incantevoli e nei boschi fiabeschi bottiglie di plastica, pneumatici, cartacce e tutto quanto è possibile?
Non è forse la stessa malattia che tende a far privilegiare solo e sempre l´interesse privato, il proprio egoistico tornaconto, che ci induce solo e sempre a fare ciò che ci fa più comodo (utilizzare l´auto anche per recarsi nei luoghi più intimi delle città, danneggiare e sporcare i giardini pubblici, calpestare le aiuole fiorite, rompere le panchine, insozzare le mura comprese quelle degli edifici e dei monumenti più preziosi)?
Se tutto quanto sopra elencato è vero, come è vero, bisogna prenderne atto.

Bisogna finalmente cercare di comprendere perché tutto ciò accade, prima che sia troppo tardi (e forse già lo è), prima che si verifichi un altro 8 settembre purificatore.
Bisogna che questa analisi venga fatta, prioritariamente, dalla cosiddetta “classe dirigente”.
Se si concorda, infatti, con la verità profonda del detto popolare che “ il pesce puzza dalla testa”, allora bisogna convenire che quest´ultima deve per prima guardarsi allo specchio per vedere l´essenza vera della propria immagine, per scoprire le proprie colpe e assumersi le proprie responsabilità.

Deve, quindi, fornire un esempio forte alla popolazione guidata, modificando sostanzialmente il proprio comportamento, rinunziando da subito ai tanti e sovente vergognosi privilegi, quelli che colpiscono l´immaginazione popolare, inducendo ad un atteggiamento di sostanziale amoralità, quello condensato nella storica frase “Franza o Spagna purché se magna”…

La cosiddetta “classe dirigente” deve rinunziare alle troppe scandalose prebende, che hanno ormai determinato una situazione di estrema disparità tra chi troppo ha e chi non ha niente.
Forse, partendo da questo sacrificio iniziale, dando l´esempio, potrà avviarsi finalmente un processo di rigenerazione morale del paese. E le risorse, le intelligenze, potranno finalmente essere utilizzate, non solo ed esclusivamente per aumentare la ricchezza privata, come avviene ora, bensì per far crescere il benessere collettivo.

*Presidente della Sezione di Italia Nostra di Ascoli Piceno

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