[03/09/2007] Urbanistica

I mappamondo del 2003 sono da buttare: il clima s´è mangiato troppe coste

LIVORNO. Mentre ancora qualcuno si affanna a negare i cambiamenti climatici, dal mondo scientifico proseguono ad arrivare notizie che confermano non solo il fenomeno, ma anche (ed è pure più preoccupante) la sua rapidità. L’ultima notizia arriva oggi dall’Inghilterra dove, dicono le agenzie, i cartografi dell’Atlante Times 2007 hanno dichiarato di essersi visti costretti a cambiare la linea delle coste in alcune zone rispetto alle ultime carte, fatte nel 2003. Il tutto proprio a causa dei cambiamenti climatici e oltre appunto a cambiare il clima hanno modificato le coste.

«Possiamo letteralmente vedere il disastro ambientale consumarsi sotto i nostri occhi - ha detto Nick Ashworth, direttore dell´Atlante - Temiamo che in un prossimo futuro paesaggi celebri spariranno per sempre. I contorni di certe regioni cambiano. Per esempio in Bangladesh. Il livello del mare sale di 3 millimetri l´anno e ciò ha vari effetti sulle coste. In altri casi si vede che fiumi come il fiume Giallo, in Cina, non arrivano più fino alla costa».

«In alcune aree, per esempio in Alaska – proseguono i cartografi - il mare avanza sulle coste basse di almeno tre metri l´anno. Una situazione, come detto, mutata di molto e in soli 3 anni. Senza voler fare i catastrofismi, ci pare evidente quanto sia necessario velocizzare il processo di riconversione ecologica dell’economia. Azione necessaria e possibile, però, solo quando sarà messa in piedi una governance mondiale sui cambiamenti climatici. Diversamente si continuerà ad assistere a tante buone e utili azioni da parte di governi più o meno sensibili che però ben difficilmente assommandole fra di loro porteranno a risultati concreti.

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