[03/09/2007] Consumo

Il Papa chiede scelte coraggiose per evitare degradi irreversibili del pianeta

LIVORNO. «Non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere». Sono le parole di Benedetto XVI ai 500mila ragazzi che hanno partecipato all’Agorà di Loreto. Una parte del discorso nel quale il Papa ha affrontato ancora una volta anche il tema dell’ambiente appellandosi proprio alle generazioni future. Un messaggio però che ha luci e ombre e non poche contraddizioni.

«Di quanti messaggi – dice ancora il Papa - che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie "alternative" indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda».

Un richiamo alla sobrietà, dunque, e un invito all’essere piuttosto che apparire. Si potrebbe osservare però che, detto da un Papa che veste scarpe di Prada (nella foto le scarpe rosse che sono state dichiarate accessorio dell´anno da una recente classifica stilata dai lettori della rivista americana Esquire) e che dà sfoggio dei più particolari e ricercati copricapo della tradizione papale, è un messaggio che rischia di apparire un po’ confuso alle orecchie dei ragazzi che oltretutto una ‘illuminazione’ vera e propria non la ricevono neppure sull’altro tema affrontato da Ratzinger, quello dell’ambiente. Ricordiamo che sole poche settimane fa sia il Papa, sia il Vaticano avevano molto insistito sulla necessità di riaprire all’energia nucleare proprio nell’ottica della salvaguardia ambientale (una scesa in campo vera e propria a favore dell’atomo che aveva lasciato perplessi). Di questo a Loreto (per fortuna diciamo noi) non ne ha parlato, mentre è tornato sull’argomento proponendo una visione del ‘creato’ solo in parte condivisibile.

Sostiene, infatti, Papa Benedetto XVI: «Uno dei campi, nei quali appare urgente operare, è senz’altro quello della salvaguardia del creato. Alle nuove generazioni è affidato il futuro del pianeta, in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura». Per quanto ci sia da apprezzare la constatazione (finalmente) anche da parte della Chiesa che l’uomo è responsabile in larghissima parte dei danni ambientali, quel “non sempre” appare un po’ pochino come presa d’atto anche alla luce degli studi ad esempio sulle cause dei cambiamenti climatici fatti dall’Ipcc e che indicano proprio l’uomo come principale responsabile.

Volendo comunque cogliere gli aspetti anche positivi di questa che sembra ripetiamo un’apertura da parte della Chiesa, dietro le parole del Papa «prima che sia troppo tardi, occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra. Serve (…) un impegno forte per invertire quelle tendenze che rischiano di portare a situazioni di degrado irreversibile» vogliamo (vorremmo) leggere una sostanziale allusione (non si sa quanto voluta) ad una riconversione ecologica dell’economia. Come si può, infatti, “invertire quelle tendenze che rischiano di portare a situazioni di degrado irreversibile” se non riconvertendo l’economia secondo il criterio direttore della sostenibilità? Un obiettivo per il quale è necessario un forte impegno da parte di tutti e in particolare da parte dei governi. Uno sforzo così grande per il quale anche il contributo della Chiesa (se fosse) potrebbe risultare decisivo.

Apprezziamo infine il fatto che all’Agorà dei giovani sono state utilizzate posate di bioplastica grazie all’iniziativa dell’azienda produttrice Novamont e della Cei.

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